Nobile
Contrada Sant'Andrea Via
di San Giorgio 2 - 50054 Fucecchio - tel. 320 0831480
Questa
Contrada abbraccia il cuore del centro storico,
comprendendo l’intera area che anticamente era
occupata dal Castello di Salamarzana, primo nucleo
intorno al quale, si andò formando l’intero paese
intorno ai primi anni del 1300, quando esso sembra aver
acquistato caratteristiche abbastanza definitive.
Entrando nel Castello dalla Porta Nuova (che si apriva
in corrispondenza della torre, detta poi di Castruccio),
si poteva percorrere la vera e propria Contrada di S.
Andrea, così chiamata grazie ad una Chiesa che li vi
era situata (ricordata per la prima volta nel 1202), e
successivamente al Monastero fondato nel 1330 da Monna
Lippa Bostichi dei Della Volta, edifici questi che
sorgevano nella piazza Lavagnini (la dove oggi c’è
l’ospedale S. Pietro Igneo).
Da
qui cominciava la zona dove risiedevano le famiglie più
antiche e potenti, a cominciare dai Visconti che avevano
la propria dimora proprio davanti alla Chiesa.
Subito
dopo (con l’attuale via Guglielmo di S. Giorgio)
iniziava la cosiddetta “Volta”, ovvero l’ampia
curva che scendeva verso l’attuale piazza V. Veneto.
Era detta anche “Volta di S. Giovanni” data la
vicinanza dell’antica pieve di S. Giovanni. Da questo
luogo prese nome un vasto gruppo di famiglie magnatizie,
un tempo riunite in consorteria, poi spesso in lite tra
loro, che si chiamarono appunto “Della Volta”, e che
ebbero qui case e palazzi.
Era questa la zona più
ricca e socialmente qualificata di Fucecchio e
certamente qui sorgevano le dimore più belle, con
chiostri e loggiati.
Arrivati
sulla Piazza, che non aveva altro nome, poiché era la
principale del paese, la “platea per eccellenza”, si
potevano vedere le numerose botteghe che vi erano
attestate e che il Comune concedeva ogni anno in
affitto.
Qui
la vita si animava più che altrove. Era il centro
politico del paese e spesso il Consiglio si riuniva
sotto il loggiato del Palazzo del Podestà, sorto proprio
in quegli anni, anche se in forme diverse da quelle
attuali. Era inoltre il centro economico dove confluiva
il pesce pescato nelle allora ricche acque della
Gusciana e dove si vendevano all’incanto il giuoco dei
dadi, la gabella delle porte e quella delle meretrici.
Sul
Poggio si vedeva la pieve, più piccola dell’attuale
Collegiata, in basso si poteva scorgere il profilo della
torre della Valle che difendeva l’omonima Porta e, più
alta, la torre del Cassero sul luogo dove poi fu
costruita la Rocca.
Scendendo
dall’attuale via Borgo Valori, si arrivava alla
“piazzetta” dove si trovava una vecchia Porta che
segnava probabilmente il limite dell’antico Castello.
Ma
l’aumento della popolazione aveva fatto ormai
traboccare le case oltre le vecchie mura ed erano nati
così i nuovi borghi: Gattavaia (l’attuale via Manzoni)
e Borghetto (l’attuale via Lamarmora). Più ad
occidente le ultime case del Poggio Alberighi, o
Poggetto, erano guardate dalla torre di Bicchieraia che
segnava il confine con l’aperta campagna.
Forse
vi chiederete il perché di un ulteriore libro
fotografico sul Palio di Fucecchio e se ci sia davvero
bisogno di pubblicare ancora immagini, oggi sono
reperibili ovunque...