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Contrada
Capitana Porta Raimonda
Via
Giordano 55 - 50054 Fucecchio - tel. 0571 23827
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Dai documenti storici
custoditi nell’archivio storico locale, si narra che
le origini di Porta Raimonda sono decisamente antiche,
il suo nome infatti, è addirittura risalente al XIV°
secolo.
La storia di questa Porta castellana, che oggi
da il suo nome a questa Contrada, è strettamente legata
al condottiero di ventura Raimondo da Cardona.
La storia infatti, narra che dopo lo scontro con i
terrazzani fucecchiesi, Castruccio Castracani non
dimentica la sconfitta subita, ha bisogno di sfogo e di
rivincita.
Difatti il 22 maggio 1325 con le sue truppe
marcia alla volta di Castelfranco con 650 cavalieri,
deciso a far pagare a quel castello l’aiuto dato ai
fucecchiesi la famosa notte del 19 dicembre.
I
fiorentini muovono contro con 120 uomini a cavallo e
scoppia di nuovo la cruenta e sanguinaria battaglia.
Ma
un messo giunto a Fucecchio chiede soccorso, 100
cavalieri fucecchiesi muovono in soccorso a
Castelfranco, ed i lucchesi vista tanta foga, fuggono
inseguiti dai fucecchiesi.
Intanto al Conte Novello succede Raimondo da Cardona,
glorioso soldato di ventura spagnolo, Capitano degli
archibusieri, eletto Capitano Generale dell’esercito Guelfo, il
quale freme di impazienza per potersi misurare con Castruccio. |
Si
dirige su Prato con 2100 cavalli (di cui 500/600 fiorentini, 600
francesi, 200 tedeschi, 250 catalani, 100 borgognoni e 450 fra
guasconi, fiamminghi, provenzali ed italiani) e 15000 fanti della
città e del contado: il costo giornaliero dell’esercito è valutato
in 3000 fiorini. Esce da Prato ed entra nel pistoiese; devasta il territorio di
Agliana, giunge nella valle dell’Ombrone ed il giorno
di San Giovanni Battista fa correre il Palio davanti a
Pistoia. Assedia Tizzano e manda di notte a prendere
possesso delle paludi della Guisciana, il suo mariscalco
Bornio di Borgogna con 500 cavalli.
Parte, quindi, da Tizzano, supera la Guisciana e
costringe ad arrendersi a patti la guarnigione di
Cappiano.
Il 9 luglio distacca il grosso delle sue forze, 500
cavalieri che agli ordini di Bandino de’ Rossi, manda
a Fucecchio per riunirsi con gli usciti da Lucca, dopo
di che gettano un ponte di legno sulla Gusciana, oggi
Usciana, e si accampano attorno a Cappiano.
Il 13 luglio Cappiano capitola e pochi giorni dopo, il
21 luglio, cade nelle sue mani anche Montefalcone ed
alle truppe si uniscono numerosi guelfi; il suo esercito
ascende ora a 3500 cavalli. Il Castracani lascia allora
Pistoia, attraversa la val di Nievole e pone il suo
campo a Vivinaia: rafforzato da milizie ghibelline, si
fortifica sul Ceruglio (Montecarlo) con fosse e
steccati.
L’esercito fiorentino punta ora deciso su Altopascio
che stringe l’assedio; dura ed eroica è la difesa del
castello, ma non vale a nulla. Altopascio cede e viene
occupato dai fiorentini esultanti per le tante
incontrastate vittorie.
Fucecchio entusiasta di Raimondo, il quale con il suo
esercito era riuscito nell’arduo compito di difendere
il Castello fucecchiese dagli invasori restituendogli
così la libertà di vivere, dette ad una Porta del
proprio Castello il nome del valoroso Capitano,
chiamandola in suo onore “Porta Raimondi”.
Di questa Porta abbiamo ancora oggi testimonianza
grazie ad un importantissimo reperto archeologico,
rappresentato dalla pietra in marmo, ovvero l’antica
soglia della “Porta Raimondi”, una delle Porte
castellane dalla quale prende nome la Contrada.
La
pietra venne rinvenuta nel 1976 sotto il livello
stradale dell’attuale Via P. Martini, nei pressi della
quale era situata e dominava la parte orientale del
colle di Fucecchio, l’antica Porta Raimondi.
La
soglia, sulla quale per secoli si sono chiuse le mura
castellane, e sono trascorse le stagioni della storia di
Fucecchio, è stata posta oggi in P.zza La Vergine, in
prossimità di Via Porta Raimonda, la strada in cima
alla quale vi si trovava qualche secolo fa.
Per
ulteriori informazioni visita il sito della contrada
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