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Contrada
Botteghe
Via
Pacinotti 8/b - 50054 Botteghe Fucecchio - tel. 0571 586075
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Questa
Contrada deve le sue origini al territorio in cui vi è
sorta, in quanto si affaccia sul “Lago di Fucecchio”,
ovvero il Padule.
Lo scrittore Piero Malvolti nel suo
libro “Fucecchio un Paese”, parlando appunto del territorio botteghino
narra: “…comincia da qui e si snoda nella vasta
piana raccolta tra le Cerbaie e quelle colline di Vinci,
che Leonardo intravede alle spalle del Cristo
nell’ultima cena. Si ha sempre la sensazione di una
storia di uomini primitivi, che nei lunghi e affilati
barchini spinti a pertica, scivolavano leggeri nelle
acque pescose e dense di erbe”.
Già
perché le febbri, che imperversarono per secoli sul
Padule, alle Botteghe sono presenti nella memoria dei più
anziani, memorie queste che sono state tramandate per
generazioni nel trascorrere dei secoli.
Da ciò che
viene narrato dalla storia locale, si dice che le febbre
era veramente una grande ventata che colpiva allo stesso
momento famiglie e casate intere. Maturava lentamente,
fin dagli inizi dell’estate.
Addirittura si dice che c’erano persone del luogo, che
si erano specializzate nel calcolarla, studiando il
tempo, le albe, i tramonti, il colore del cielo e il
peso dell’aria. La storia riporta che un anno in una
sola volta, si persero più dei due terzi delle persone
che abitavano questo territorio.
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Questa
zona però, grazie alle sue bellezze e caratteristiche,
era una meta molto gradita dal Granduca di Toscana,
Cosimo I° de’ Medici. Egli era molto attratto da
questi luoghi, costituiti da terreni facilmente
coltivabili, da boschi ricchi di selvaggina e laghi
molto pescosi. Cosimo era infatti un grande cacciatore,
non disdegnava alcun genere di caccia, dal cinghiale al
pettirosso ed è notorio come la zona del padule e le
colline circostanti costituissero fin da allora una
riserva inesauribile di selvaggina.
All’amore
personale per queste zone si aggiunse ben presto
l’interesse economico. La crisi interna del mercato
della lana e della seta, da sempre prodotti portanti
dell’economia fiorentina, spinse Cosimo ad investire
ingenti capitali nell’acquisto di terreni riuniti in
unità poderali ed organizzati in fattorie.
I primi
investimenti fondiari iniziarono nella prima metà del XVI° secolo con la cessione a Cosimo I°, di terreni da
parte delle famiglie Adimari e Alessandri.
I corteggi di corte testimoniano numerosi soggiorni
della famiglia medicea nella comunità di Cerreto, in
quanto la località offriva, oltre alla possibilità di
una tappa negli spostamenti verso Pisa e la Maremma, i
piaceri della caccia e la quiete della campagna.
L’interesse
sempre crescente per queste terre fa si che nel 1558,
egli stesso decida di far rinnovare la Pieve di San
Leonardo, il cui piovano è Pier Francesco de’ Ricci,
maggiordomo e segretario dello stesso Duca Cosimo.
Le
sue opere continuano con la realizzazione
dell’imponente villa posta sul poggio accanto alla
Pieve, opera questa che viene a concretizzarsi nella
seconda metà del ‘500. Il 9 novembre 1564, Cosimo
scrive al Reverendo Don Isidoro di Montauto, circa gli
scudi da destinare al finanziamento del progetto.
Il suo
arrivo in villa rappresentava ogni volta un avvenimento
importante per i signorotti dei borghi circostanti, che
rendevano visita al Granduca ed a sua moglie Eleonora di
Toledo, con sfarziosità e gli onori che le occasioni
imponevano.
Per
ulteriori informazioni vedi sito web della contrada
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