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Arciconfraternita di Misericordia di Fucecchio

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Capitolo  3

PRIMI PASSI DELLA NUOVA CONFRATERNITA DI MISERICORDIA

La nuova confraternita di Misericordia, ricostituita l’11 febbraio 1857, sorse dal nulla, senza fondi, senza. attrezzatura, senza una sede, senza un oratorio, solo con la fede e lo spirito di carità dei suoi promotori, i quali si posero immediatamente all’opera per organizzarsi e dare inizio ai servizi propri della istituzione, e intanto cominciarono col mettere mano alle loro tasche.
Comunque, essa, per poter dar corso, sia pure in forma ridotta, alla propria. attività, aveva bisogno della regolare autorizzazione dell’autorità governativa e di quella ecclesiastica. Per prima cosa, furono inviate documentate istanze agli organi competenti, accompagnate dallo statuto dell’associazione. Oltre un anno si dovette attendere l’atto sovrano di autorizzazione al funzionamento e di approvazione dello statuto. Finalmente, il 29 luglio 1858, giunse il benestare del granduca insieme con la notifica, molto gradita, dell’assunzione da parte del medesimo dell’alto patronato della confraternita. Alfine, anche il vescovo di S. Miniato, con lettera del 16 agosto, comunicò l’accettazione del patronato del pio sodalizio.
Cosicché il 25 agosto delle stesso anno si poté procedere all’elezione del primo governatore della Misericordia nella persona degnissima e stimatissima del dott. Giovanni Nelli, di antico e illustre lignaggio, risalente agli eredi dei conti Cadolingi, già combattente per la redenzione d’Italia e divenuto poi gonfaloniere del Comune di Fucecchio, la cui memoria venne affidata ad una lapide posta nella chiesa di S. Maria delle Vedute.
Nell’adunanza. del consiglio generale della Misericordia, tenutasi il 24 settembre, si deliberò, con il beneplacito del Comune, di porre la confraternita di Misericordia di Fucecchio sotto il celeste patronato della Madonna di Piazza, venerata da tempo dalla popolazione sotto il titolo di Liberatrice dalla peste.
Si stabilirono anche fraterni collegamenti con le confraternite di Misericordia di Firenze (1858), di Livorno (14 dicembre 1859) e di Roma, e nell’adunanza del 15 settembre 1859 si approvò un regolamento aggiuntivo in virtù del quale si. rese possibile l’aggregazione all’associazione delle donne e dei minori.
Il pontefice Pio IX, con lettera pastorale in data 3 agosto 1860,
“Avendo appreso che in un oratorio di Fucecchio esiste una pia e devota confraternita di fedeli di ambo i sessi sotto il titolo della Misericordia eretta canonicamente, i cui confratelli e consorelle furono soliti ed intendono di praticare moltissime opere di carità e di pietà, noi, a ciò ogni giorno più detta confraternita prenda incremento, concediamo plenaria, indulgenza. di tutti i peccati a. tutti i fedeli di ambo i sessi, che entreranno in detta confraternita, il primo giorno del loro ingresso”.

In esecuzione di tale importante concessione papale, il vescovo di S. Miniato, usando della facoltà a lui concessa dalla suddetta lettera pastorale, stabiliva, i seguenti giorni per l’acquisto delle sacre indulgenze:
nel giorno della festa della natività di Maria SS., titolare patrona della confraternita, che cade 1’8 settembre;
nel giorno della feste, di S. Pietro Igneo, vescovo e cardinale, già abbate di Fucecchio, che cade 1’8 febbraio;
nel giorno della festa di S. Giuseppe, 19 marzo;
nel giorno della festa della visitazione di Maria SS.;
infine nel giorno della ricorrenza della decollazione di S. Giovanni Battista, 29 agosto.

Le forme di reperimento dei fondi necessari per l’attrezzatura della Misericordia furono, come abbiamo detto, le sottoscrizioni dei promotori, le quote dei soci e le offerte e i lasciti dei benefattori.

Per poter esporre nel modo più chiaro e preciso gli scopi della confraternita, non troviamo di meglio che riportare il primo titolo delle statuto dell’associazione:
“Scopo della confraternita di Misericordia è l’esercizio delle opere di carità.. Questo Scopo si raggiunge col soccorrere gli ammalati e i moribondi che la disgrazia o la imprevidenza avesse colpiti. Questo caritatevole soccorso i fratelli della confraternita lo esercitano prestano in qualsiasi luogo della propria giurisdizione e in qualsiasi ora, circostanza e stagione.

La confraternita finalmente compie i pietosi uffici di soccorrere gli sventurati, trasportare gli al rispettivo loro domicilio e all’ospedale, assistere gli infermi e rendere ai trapassati gli ultimi tributi della umanità e della religione. In applicazione delle statuto della istituzione, si costituirono i seguenti organi di amministrazione e di governo:
— il consiglio generale, composto di 30 membri, eletti dagli iscritti
— il governatore, eletto dal consiglio generale;
— il magistrato, composto di 10 membri, eletti dal consiglio generale
— il cancelliere.
— il provveditore;
— il tesoriere;
— il computista;
— due cappellani;
— due servi in servizio permanente.

Del magistrato facevano parte di diritto:
— l’arciprete della collegiata di S. Giovanni Battista;
— il gonfaloniere del Comune;
— il rettore dell’ospedale S. Pietro Igneo.

Per l’espletamento delle varie forme di assistenza si stabilirono le seguenti categorie di fratelli attivi:
— i capi di guardia, specie di ufficiali dei vari gruppi operativi;
— i giornanti, che esercitavano i vari servizi di carità;
— i nottanti, addetti all’assistenza notturna degli ammalati;
— i mutanti, addetti alla muta degli ammalati e dei loro letti;
— i visitatori dei poveri.

Sette brigate di fratelli attivi, di undici uomini ciascuna, assicuravano, a turno, nei sette giorni della settimana, tutti i servizi di carità.

 

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