GUERRA del 1944    

 


LA  GUERRA  A  FUCECCHIO  NEL  1944
di Mario Catastini

 

INDICE
 

PRESENTAZIONE e RINGRAZIAMENTO

 

Per raccontare la Guerra a Fucecchio ho ritenuto indispensabile fissare alcune date che costituiranno non solo i punti di riferimento ma anche la cornice in cui sono stati via via inseriti diari, episodi che si riferiscono alle vittime civili e allo sfollamento, ritorni a casa di soldati fucecchiesi e documenti.

Il 10 giugno 1940 anche l’Italia prese parte alla seconda guerra mondiale in veste di alleata della Germania e del Giappone.
Da Fucecchio partirono non solo i soldati “richiamati” ma anche un nutrito gruppo di volontari arruolati nell’esercito delle “camicie nere”.

Dopo tre anni di guerra ascoltata alla radio e letta sui giornali, in seguito al bombardamento aereo a tappeto di Livorno del 28 maggio 1943, Fucecchio cominciò a vedere e a toccare con mano la guerra: dovemmo accogliere ed ospitare per un anno e mezzo nelle nostre case quasi duemila sfollati livornesi, ricchi soltanto di una irriducibile paura e di un grande dolore perché molti di essi avevano perduto tutto.

Il 10 luglio 1943 gli angloamericani sbarcarono in Sicilia. Alcuni militari fucecchiesi di stanza nell’isola assistettero allo sbarco e seguirono poi gli “Alleati” nella loro lenta marcia di liberazione dell’Italia.

Il 25 luglio 1943 venne destituito ed incarcerato il Capo del Governo Benito Mussolini, il dittatore dello stato italiano dal 1924 al 1943. A Fucecchio venne festeggiata con atti di iconoclastia la caduta del fascismo. Tutti pensavano che la guerra, almeno per noi italiani, fosse agli sgoccioli.

L’8 settembre 1943 lo Stato italiano sottoscrisse l’armistizio con i belligeranti nemici. A Fucecchio salutammo l’armistizio come fine della guerra; ed invece quell’atto segnò l’inizio di una interminabile tragedia. Alcuni soldati fucecchiesi riuscirono a rientrare clandestinamente a Fucecchio; molti altri vennero fatti prigionieri dai tedeschi ed avviati nei campi di lavoro (concentramento) in Polonia o in Germania o in Austria.

Il 9 e 10 settembre 1943 i tedeschi occupano l’Italia fino alla Basilicata.

Il 12 settembre 1943 l’ex capo dello Stato italiano Benito Mussolini venne liberato dai tedeschi. A Fucecchio gli ex fascisti esultarono e attesero fiduciosi le mosse del loro idolo.

Il 23 settembre 1943 Mussolini diede vita alla Repubblica Sociale Italiana che si alleò militarmente con la Germania. Fucecchio divenne così un Comune della Repubblica Sociale. I fascisti locali, ora “repubblichini” ripresero in mano le redini del potere, e diventarono collaboratori dei tedeschi e loro delatori .

Il 13 ottobre 1943 il Governo del Regno d’Italia (in Italia c’era due stati: il Regno d’Italia guidato da Badoglio e la Repubblica Sociale Italiana guidata da Mussolini) dichiarò guerra alla Germania. A Fucecchio questo fatto passò inosservato. Continuavano a ritornare alla spicciola alcuni soldati che poi dovevano nascondersi per non essere arruolati nell’esercito della Repubblica Sociale. Molti giovani in età per il servizio militare di leva si diedero alla macchia rischiando l’impiccagione o la fucilazione: queste erano le pene previste per i renitenti alla leva.

Aprile 1944: gli aerei alleati cominciarono a mitragliare e bombardare il territorio comunale di Fucecchio: tali operazioni belliche cessarono soltanto il 31 agosto. Le operazioni belliche dell’aviazione alleata ci costeranno feriti, morti e distruzioni.

11 maggio 1944: i tedeschi abbandonarono Cassino e costituirono un’altra linea di difesa che va da Rimini al Tirreno, Il Valdarno superiore ed inferiore fanno parte di questa linea. Fucecchio si trovò lungo la linea del fronte, ma i fucecchiesi non si resero conto del gravissimo rischio che corroevano e non pensarono nemmeno che potevamo diventare un’altra Cassino.

1 giugno 1944: Fucecchio venne militarmente occupato dai tedeschi. I fucecchiesi erano convinti che quelle dei tedeschi fossero solo delle finte manovre. Tutt’al più la guerra combattuta non sarebbe durata nemmeno una giornata vista la preponderante superiorità dell’esercito alleato.

Il 21 giugno 1944 il Commissario Prefettizio, Ceciliano Riccioni, lasciò Fucecchio e fuggì nell’Italia del Nord. I fucecchiesi si convinsero ancora di più che la liberazione era ormai alle porte. L’esempio del Commissario Prefettizio fu imitato dal altri repubblichini locali che rientrarono a Fucecchio nel 1945.

Il 24 giugno 1944 venne effettuato nel capoluogo, dai soldati tedeschi, il primo rastrellamento a tappeto.

Il 28 giugno 1944 un gruppo di cittadini locali, i più rappresentativi, elessero nella persona del generale in pensione Capecchi Lamberto il Capo dell’amministrazione comunale.

Il 2 luglio 1944, di domenica, venne distrutto da un bombardamento aereo il ponte sull’Arno di Fucecchio.

Il 18 luglio 1944 iniziarono i cannoneggiamenti degli alleati sul capoluogo e sul territorio comunale. Quel martedì sera per i fucecchiesi cominciò la guerra, quella vera che si protrasse fino al 31 agosto 1944.

Il 21 luglio 1944 venne decretato dal Comando Tedesco lo sfollamento obbligatorio della popolazione del capoluogo. Il periodo dello sfollamento finì il 1° settembre 1944.

Il 20 agosto 1944 vene effettuato un grande rastrellamento. Personalità di primo piano vennero deportate. Il portalettere Alfredo Soldaini ci rimise la propria vita.

Il 23 agosto 1944 venne perpetrato dai tedeschi l’Eccidio del Padule di Fucecchio che costo la vita a 175 persone, tra cui 5 fucecchiesi.

La notte del 31 agosto 1944 i tedeschi abbandonarono il Valdarno e quindi anche il territorio comunale di Fucecchio.

Il 1° settembre 1944 gli angloamericani attraversarono l’Arno fra Santa Croce e Castelfranco di Sotto. Quello fu il giorno della nostra Liberazione.

Il 2 settembre 1944 le migliaia di sfollati fucecchiesi rientrarono nel capoluogo.
Il Comitato di Liberazione Locale elesse nella persona di Angiolo Cecconi il sindaco di Fucecchio.

 



RINGRAZIAMENTO

Un doveroso ringraziamento agli estensori dei diari, ai narratori degli episodi, alle persone che si sono lasciate intervistare, allo scrittore Riccardo Cardellicchio per le preziose notizie tratte dalle sue opere L’ESTATE DEL ’44 e LO CHIAMAVANO LITTORIO, all’ex sindaco e scrittore Mario Corona per le copie dei documenti g.c. in visione, alla Biblioteca Comunale di Pescia che mi ha fornito informazioni utilissime sui tre fucecchiesi impiccati in quella città il 5 settembre 1944.
Numerose sono le vittime civili di cui non ho potuto scrivere perché non sono riuscito a trovare su di esse le necessarie testimonianze.
Un grazie tutto particolare a tutti coloro che mi hanno incoraggiato a realizzare questa specie di memoriale sulla Guerra a Fucecchio nel 1944.

 

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