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Per
raccontare la Guerra a Fucecchio ho ritenuto
indispensabile fissare alcune date che costituiranno non
solo i punti di riferimento ma anche la cornice in cui
sono stati via via inseriti diari, episodi che si
riferiscono alle vittime civili e allo sfollamento,
ritorni a casa di soldati fucecchiesi e documenti.
Il 10 giugno 1940 anche l’Italia prese parte alla
seconda guerra mondiale in veste di alleata della
Germania e del Giappone.
Da Fucecchio partirono non solo i soldati “richiamati”
ma anche un nutrito gruppo di volontari arruolati
nell’esercito delle “camicie nere”.
Dopo tre anni di guerra ascoltata alla radio e letta sui
giornali, in seguito al bombardamento aereo a tappeto di
Livorno del 28 maggio 1943, Fucecchio cominciò a vedere
e a toccare con mano la guerra: dovemmo accogliere ed
ospitare per un anno e mezzo nelle nostre case quasi
duemila sfollati livornesi, ricchi soltanto di una
irriducibile paura e di un grande dolore perché molti di
essi avevano perduto tutto.
Il 10 luglio 1943 gli angloamericani sbarcarono in
Sicilia. Alcuni militari fucecchiesi di stanza
nell’isola assistettero allo sbarco e seguirono poi gli
“Alleati” nella loro lenta marcia di liberazione
dell’Italia.
Il 25 luglio 1943 venne destituito ed incarcerato il
Capo del Governo Benito Mussolini, il dittatore dello
stato italiano dal 1924 al 1943. A Fucecchio venne
festeggiata con atti di iconoclastia la caduta del
fascismo. Tutti pensavano che la guerra, almeno per noi
italiani, fosse agli sgoccioli.
L’8 settembre 1943 lo Stato italiano sottoscrisse
l’armistizio con i belligeranti nemici. A Fucecchio
salutammo l’armistizio come fine della guerra; ed invece quell’atto segnò l’inizio di una interminabile tragedia.
Alcuni soldati fucecchiesi riuscirono a rientrare
clandestinamente a Fucecchio; molti altri vennero fatti
prigionieri dai tedeschi ed avviati nei campi di lavoro
(concentramento) in Polonia o in Germania o in Austria.
Il 9 e 10 settembre 1943 i tedeschi occupano l’Italia
fino alla Basilicata.
Il 12 settembre 1943 l’ex capo dello Stato italiano
Benito Mussolini venne liberato dai tedeschi. A
Fucecchio gli ex fascisti esultarono e attesero
fiduciosi le mosse del loro idolo.
Il 23 settembre 1943 Mussolini diede vita alla
Repubblica Sociale Italiana che si alleò militarmente
con la Germania. Fucecchio divenne così un Comune della
Repubblica Sociale. I fascisti locali, ora
“repubblichini” ripresero in mano le redini del potere,
e diventarono collaboratori dei tedeschi e loro delatori
.
Il 13 ottobre 1943 il Governo del Regno d’Italia (in
Italia c’era due stati: il Regno d’Italia guidato da
Badoglio e la Repubblica Sociale Italiana guidata da
Mussolini) dichiarò guerra alla Germania. A Fucecchio
questo fatto passò inosservato. Continuavano a ritornare
alla spicciola alcuni soldati che poi dovevano
nascondersi per non essere arruolati nell’esercito della
Repubblica Sociale. Molti giovani in età per il servizio
militare di leva si diedero alla macchia rischiando
l’impiccagione o la fucilazione: queste erano le pene
previste per i renitenti alla leva.
Aprile 1944: gli aerei alleati cominciarono a
mitragliare e bombardare il territorio comunale di
Fucecchio: tali operazioni belliche cessarono soltanto
il 31 agosto. Le operazioni belliche dell’aviazione
alleata ci costeranno feriti, morti e distruzioni.
11 maggio 1944: i tedeschi abbandonarono Cassino e
costituirono un’altra linea di difesa che va da Rimini
al Tirreno, Il Valdarno superiore ed inferiore fanno
parte di questa linea. Fucecchio si trovò lungo la linea
del fronte, ma i fucecchiesi non si resero conto del
gravissimo rischio che corroevano e non pensarono
nemmeno che potevamo diventare un’altra Cassino.
1 giugno 1944: Fucecchio venne militarmente occupato dai
tedeschi. I fucecchiesi erano convinti che quelle dei
tedeschi fossero solo delle finte manovre. Tutt’al più
la guerra combattuta non sarebbe durata nemmeno una
giornata vista la preponderante superiorità
dell’esercito alleato.
Il 21 giugno 1944 il Commissario Prefettizio, Ceciliano
Riccioni, lasciò Fucecchio e fuggì nell’Italia del Nord.
I fucecchiesi si convinsero ancora di più che la
liberazione era ormai alle porte. L’esempio del
Commissario Prefettizio fu imitato dal altri
repubblichini locali che rientrarono a Fucecchio nel
1945.
Il 24 giugno 1944 venne effettuato nel capoluogo, dai
soldati tedeschi, il primo rastrellamento a tappeto.
Il 28 giugno 1944 un gruppo di cittadini locali, i più
rappresentativi, elessero nella persona del generale in
pensione Capecchi Lamberto il Capo dell’amministrazione
comunale.
Il 2 luglio 1944, di domenica, venne distrutto da un
bombardamento aereo il ponte sull’Arno di Fucecchio.
Il 18 luglio 1944 iniziarono i cannoneggiamenti degli
alleati sul capoluogo e sul territorio comunale. Quel
martedì sera per i fucecchiesi cominciò la guerra,
quella vera che si protrasse fino al 31 agosto 1944.
Il 21 luglio 1944 venne decretato dal Comando Tedesco lo
sfollamento obbligatorio della popolazione del
capoluogo. Il periodo dello sfollamento finì il 1°
settembre 1944.
Il 20 agosto 1944 vene effettuato un grande
rastrellamento. Personalità di primo piano vennero
deportate. Il portalettere Alfredo Soldaini ci rimise la
propria vita.
Il 23 agosto 1944 venne perpetrato dai tedeschi
l’Eccidio del Padule di Fucecchio che costo la vita a
175 persone, tra cui 5 fucecchiesi.
La notte del 31 agosto 1944 i tedeschi abbandonarono il
Valdarno e quindi anche il territorio comunale di
Fucecchio.
Il 1° settembre 1944 gli angloamericani attraversarono
l’Arno fra Santa Croce e Castelfranco di Sotto. Quello
fu il giorno della nostra Liberazione.
Il 2 settembre 1944 le migliaia di sfollati fucecchiesi
rientrarono nel capoluogo.
Il Comitato di Liberazione Locale elesse nella persona
di Angiolo Cecconi il sindaco di Fucecchio.
RINGRAZIAMENTO
Un doveroso ringraziamento agli estensori dei diari, ai
narratori degli episodi, alle persone che si sono
lasciate intervistare, allo scrittore Riccardo
Cardellicchio per le preziose notizie tratte dalle sue
opere L’ESTATE DEL ’44 e LO CHIAMAVANO LITTORIO, all’ex
sindaco e scrittore Mario Corona per le copie dei
documenti g.c. in visione, alla Biblioteca Comunale di
Pescia che mi ha fornito informazioni utilissime sui tre
fucecchiesi impiccati in quella città il 5 settembre
1944.
Numerose sono le vittime civili di cui non ho potuto
scrivere perché non sono riuscito a trovare su di esse
le necessarie testimonianze.
Un grazie tutto particolare a tutti coloro che mi hanno
incoraggiato a realizzare questa specie di memoriale
sulla Guerra a Fucecchio nel 1944.
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