GUERRA del 1944    

 


LA  GUERRA  A  FUCECCHIO  NEL  1944
di Mario Catastini

 

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Il sogno di Adriana Mori
racconto di Adriana Mori

 

Gavena, giugno 1944

In Italia infuriava la guerra di liberazione dall'occupazione tedesca.
Gli anglo-americani, i liberatori, avevano sfondato il fronte che passava per Cassino l'11 maggio e il 4 giugno avevano liberato Roma. Ora avanzavano verso la Toscana.
La nostra zona era gremita di truppe tedesche che avevano requisito tutte le scuole e molti altri edifici pubblici. I Comandi e gli ufficiali si erano sistemati nei palazzi dei privati e nelle loro ville dislocate quasi tutte in campagna.
Tutti sapevamo che i tedeschi e i loro alleati repubblichini sarebbero stati sconfitti; ma eravamo parimenti consapevoli che prima di ritirarsi, tedeschi e repubblichini avrebbero distrutto, ucciso e rubato. Le truppe in ritirata rubano sempre e di tutto: gioielli, argenteria, biancheria, macchine, bestiame, carriaggi, cibarie...
A giugno, nei nostri paraggi , non si trovava un muratore fidato nemmeno a pagarlo a peso d'oro.
Tutti quanti in paese ammassavamo bauli, indumenti, coperte, biancheria, stoviglie e anche le pochissime bottiglie di liquore che occhieggiavano dalla vetrina delle credenze nelle stanze cieche che si trovavano in quasi tutti gli appartamenti. Il muratore fidato avrebbe murato la porta che noi poi avremmo "tappato" o con un armadio o con una credenza o con un tavolo su cui avremmo ammucchiato balle di carbone e di brace e mille altre cianfrusaglie: cannicci, ceste, secchi pieni di stracci, fiaschi, arcolai, trabiccoli, coperte da stiro.
Venivano considerati fidati i muratori che di sicuro non avrebbero rivelato agli sciacalli, paesani e tedeschi, l'ubicazione di quei nascondigli segreti.
Molti paesani rinunciarono al muramento delle porte per paura della delazione dei muratori.
A metà giugno, dopo cena, a Gavena, i membri della famiglia Mori parlarono a lungo della necessità di nascondere in luogo più sicuro i loro preziosi.
Un mese prima li avevano incartati e messi in un grande vaso di vetro. Il vaso era stato nascosto in soffitta in mezzo a mille altre cose. Nessuno li avrebbe trovati, ma..
Se la villa fosse stata colpita dalle bombe degli aerei che tutti i giorni si esibivano contro il ponte sull'Arno - quello di Fucecchio - i preziosi sarebbero schizzati da tutte le parti. Chi li avrebbe ritrovati tutti quanti?
La villa poteva essere colpita anche dalle cannonate.
Inoltre gli attendenti degli ufficiali tedeschi che si erano sistemati al piano terra della villa si erano specializzati nel rovistare la cantina e la soffitta.
- Sotterriamoli - propose Adriana, la figlia ventenne dei Mori.
- La proposta mi piace - disse la mamma - Domattina incaricheremo il nostro contadino di provvedere al sotterramento del vaso con i preziosi.
- Eh, no, mamma! Io non mi fido di nessuno. La gente non ci ama. Chissà cosa non farebbero per ridurci alla fame.
- E allora come e cosa intendi fare? - proseguÏ la madre.
- Il vaso lo sotterrerò io.
Ed indicò con precisione il luogo.
- Prima scaverò la buca e la tapperò con della sterpaglia Poi nelle ore di calura, di pomeriggio, andrò a metterci il vaso con i preziosi. Ricoprirò la buca con la terra e..
Adriana non perdette tempo.
L'indomani, verso le dieci del mattino, un fazzoletto in testa a mo' di contadina, portò, uno alla volta, gli attrezzi necessari : una zappa, una piccola vanga, una cazzuola.
Nel primo pomeriggio, non vista, raggiunse il luogo dove doveva scavare la buca. Si guardò attorno. La vegetazione la copriva perfettamente. Lavorò un paio d'ore, ma non ce la fece ad andare alla profondità desiderata.
Vi ritornò mattina appresso e terminò l'operazione.
Verso le ore 14 salì in soffitta, mise il vaso con i preziosi dentro una borsaccia da spesa che riempì di stracci, uscì e si diresse alla "buca" mentre gli ufficiali tedeschi si concedevano la pennichella pomeridiana.
Un contadino di mezza età la vide ma senza riconoscerla.
E siccome un pelo di donna tira più di cento buoi, la seguì furtivamente col segreto proposito di sedurla. Quando le giunse ad una quindicina di metri si accorse che era una della Villa Mori e dette l'addio ai sogni di seduzione.
- O cosa ci farà qui? - si chiese - Non andrà mica ad un appuntamento con un ufficiale tedesco o con un amante?
Continuò a seguirla
Giunta alla buca, Adriana si fermò.
Il contadino disse fra sé:
- Ci siamo! Ora vedrò chi è lui.
La ragazza scoprì rapidamente la buca, tirò fuori dalla borsa il vaso dei gioielli incartati, lo lasciò scivolare sul fondo..
Il contadino- guardone per niente mortificato dalla doppia delusione si diede una fregatina ai capelli e quatto quatto si allontanò.
Terminata l'operazione, la signorina Adriana, soddisfatta, rientrò alla villa.
Il primo settembre le truppe anglo-americane varcarono l'Arno. I tedeschi se ne erano fuggiti con una ventina d'ore d'anticipo. Eravamo finalmente liberi!
Dopo le rappresaglie dei tedeschi e dei repubblichini non mancarono, a partire dal 18 settembre, quelle degli antifascisti. Le squadracce dei "rossi", Ë vero, non uccidevano, non torturavano; tutt'al più "rapavano" qualche donna fascista, esigevano delle corvées ed imponevano agli ex repubblichini il coprifuoco.
- Lasciamo che le acque si calmino - disse una sera a cena la signora Mori - I gioielli li dissotterreremo a tempo opportuno.
Passarono settembre ed ottobre.
A metà novembre alcuni membri della famiglia Mori, armati di zappa, di vanga e di badile si portarono alla buca. Tutto sembrava in ordine. Scavarono, ma non trovarono niente. Il vaso con i gioielli era stato trafugato.
La giovane Adriana era disperata. Si sentiva responsabile, in prima persona, di questa grave perdita.
Nessuno la rimproverò.
- Cosa posso fare? - si chiedeva la ragazza.
Subito le balenò un'idea, ma poi scosse la testa.
- Ma perché rinunciarvi? - si disse - Vale la pena di provare.
Leggiamo:
................................in tempo di guerra avevamo nascosto sotto terra un vaso di vetro con l'oro di famiglia e con molti ricordi.
Passato il pericolo andammo a levarlo, ma non c'era più.
Io mi raccomandai tanto alla santa miracolosa - suor Chiara - affinché mi facesse la grazia di riaverlo.
La notte la sognai e mi di disse che la mattina si sarebbe ritrovato tutto.
Difatti la mattina, con grande sorpresa, trovammo tutto l'oro sparso in una fossa e il bussolo accanto spaccato.
Così per ringraziamento della grazia ricevuta dono......................................


Adriana Mori


N.B. L’episodio è tratto dal libro inedito LE 41 GRAZIE DI SUOR M. CHIARA GARZI DEL MONASTERO S. SALVATORE DI FUCECCHIO

 

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