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Giulio Panzani

GIULIO PANZANI, è nato a Fucecchio, Firenze, dove vive e lavora. Laureato e specializzato a Bologna e poi, ancora, a Siena, è giornalista e scrive per "La Nazione" oltre che su prestigiose riviste letterarie.
E' titolato alla Scuola Militare.
Poeta da sempre, fa parte di giurie di importanti concorsi e fra questi è stato, traendone indelebili esperienze, con Mino Maccari al "Cinghiale" e per anni al "Città di Scala" presieduto da Domenico Rea e al "Molinello" con Mario Luzi. S’interessa di pittura curando cataloghi.

Giulio Panzani
CUSTODE D'OMBRE
Liriche

Bastogi Editrice Italiana

F.to 14x21, pp. 60
(Ed. 10/2007) Cod. ISBN 978-88-6273-009-9

L'opera e l'autore

Quanto di sé abbia inciso sui tuoi versi la poesia moderna, col suo passare - come asseriva Luzi - dall’unità metrica all’unità linguistica, nell’eco dell’inciso ungarettiano da cui ti distacchi man mano che procedi su un tuo personale percorso lessicale, chi può dirlo? Certo, in Mario Luzi, di cui siamo stati fra gli allievi ultimi, affiora quella profonda attenzione della sacralità dell’essere che è anche un atto di fede in quel Dio che riscopri intorno a te, nel trascorrere di un tempo consumato a cercarne le tracce anche quando gli interrogativi sembrano solidificarsi nel dubbio.
Ne hanno avvertito, in molti, l’impronta anche quando le tue e le mie cose sono state rappresentate, con le struggenti liriche di Mario Luzi che ci ascoltava seduto accanto a noi, al Festival di Rapolano e al Cestello di Firenze in quelle splendide sere sui lungarni.
Ma di tanti altri porti il ricordo, quasi come stimmate sull’anima e sulle parole che - come tu stesso affermi - non possono che essere il distillato, avaro, di pensieri e di emozioni, ma anche di sofferenze, messaggio racchiuso in una bottiglia da un naufrago che sull’isola della solitudine cerca, senza distinzioni, gli altri e se stesso. (da una lettera di Nicla Morletti)

A Dio

Rispondimi
e dimmi dove nascono
le stelle
liturgie di silenzi
crocifìssi
al pensiero di un'alba.
Parlami
in questo luogo d'ansie
liquefatte
dove l'amore
è viaggio senza ormeggi
e noi ombre scolpite
come fiato
che gela nelle notti
d'inverno.

 

Annalena
 
Forse sei
solo un sogno,
soffocante
braccato, evanescente
e forse domani
mi diranno
che non esisti.
Ma ho vissuto
di te,
del tuo sorriso
anche se fioco
anche solo
per un attimo.
E più ti penso
mentre il vento soffia
ostinato sui lunghi
pendii
 
e l'animo
si fa struggente.

marzo 2008




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