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Visita pastorale,
la seconda, a Massarella (1575)
Il 12 ottobre 1575 don Pasquale Cecconi, pievano di
Lamporecchio, e padre Ettore, rettore della chiesa di S.
Giorgio a Porciano, effettuarono una visita pastorale nella
pieve di Massarella, su incarico del nuovo vescovo di Pistoia
Monsignor Lodovico Antinori.
Gli scopi della visita pastorale furono molteplici:
controllare lo stato del fabbricato della chiesa e degli
arredi e dei paramenti;
- rendersi conto dell'assistenza religiosa praticata dal
pievano o dal sostituto;
-verificare l'osservanza delle nuove disposizioni emanate a
conclusione del Concilio di Trento (1545-1563).
Il titolare della pieve di Massarella era don Raffaele de'
Buonarroti da Borgo S. Lorenzo. Don Raffaele risiedeva a
Firenze e per questa ragione aveva affidato tutte le
incombenze del culto al solito prete fucecchiese don
Alessandro quale cappellano della pieve di Massarella. Nemmeno
il cappellano risiedeva a Massarella.
Questo fu l'esito della ricognizione sul fabbricato della
chiesa:
- Il coperchio di legno del Fonte Battesimale era indecente
come così pure la tovaglia che era tutta rattoppata.
- L'unico altare era troppo piccolo per la celebrazione delle
funzioni religiose ed aveva in dotazione soltanto 4 tovaglie
tutte lise.
- Il rosone della facciata, senza infisso, permetteva al vento
di spegnere le candele.
Il visitatore don Pasquale Cecconi
ORDINO'
di chiudere il rosone con una finestra;
di costruire la sagrestia;
di realizzare un armadio a muro per custodirvi l'olio santo;
di recintare il cimitero che era davanti alla porta della
chiesa;
di abbattere l'ovile contiguo alla chiesa;
di fornire la pieve di una pianeta di seta bianca per la festa
di S. Maria e di una pianeta foderata di nero per i funerali.
Furono ascoltati anche 4 parrocchiani. Questi attestarono che
la Messa veniva celebrata ogni domenica, ma che molti
parrocchiani erano morti senza sacramenti perché il curato era
assente ed abitava troppo lontano.
I due delegati del vescovo di Pistoia verificarono anche se
erano state osservate le disposizioni del Concilio di Trento
relativamente alla celebrazione della Messa, alla confessione
e al matrimonio.
A proposito della Messa, i padri conciliari (quelli del
Concilio di Trento) avevano imposto l'uso di un Messale nuovo
ed eguale per tutti allo scopo di evitare l'anarchia
liturgica. Nella pieve di Massarella c'era ancora un Messale
vecchissimo. I due visitatori ordinarono al pievano di
procurarsi il Messale nuovo entro dieci giorni.
Il pievano doveva far costruire anche un confessionale con
grata in sostituzione della semplice sedia con
inginocchiatoio.
In materia di Matrimonio il Concilio ne aveva sancita la
sacramentalità ed aveva stabilito che alla celebrazione del
sacramento dovevano presenziare il parroco e due testimoni.
Venne pure accertato che il cappellano compilava regolarmente
il registro dei nati e quello dei matrimoni.
Il 22 ottobre 1575 venne ingiunto al pievano don Raffaele de'
Buonarroti di risiedere a Massarella. Non avendo ottemperato
all'obbligo della residenza, don Raffaele venne privato della
pieve di Massarella che venne affidata a don Giovanni Bartoli
da Fucecchio. |