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Violenze fasciste
nella frazione di Torre (1923)
Le vittime della violenza fascista nella frazione di Torre
furono Giuseppe Valori e Duilio Bonari.
Racconta Giuseppe Valori:
- Nel 1923, avevo 19 anni, mi fu consegnata una lettera nella
quale mi si invitava a presentarmi alle ore 9 di sera alla
sede del Fascio (Partito Nazionale Fascista) di Torre.
Giunto ad un certo punto, il più solitario e il più buio della
strada, mi trovai d'un tratto circondato da quattro individui
che mi fu possibile riconoscere (avevo un lanterna accesa) in
certi Nacci, Bagnoli, Settembri e Masotti.
Appena mi accorsi di loro, previdi quello che mi sarebbe
accaduto. Infatti, appena fui loro vicino, uno mi colpì alla
mano destra con una bastonata. Fortunatamente mi spostai
rapidamente e, rimasto al buio per lo spegnimento della
lanterna, mi detti alla fuga. Mentre fuggivo sentii sparare
alcuni colpi di pistola. Per tutta la notte e per tutto il
giorno dopo fui costretto a starmene lontano da casa.
La paura di quella notte procurò al Valori delle febbri che lo
tennero a letto per tre mesi.
Duilio Bonari racconta:
- Una volta i fascisti mi circondarono e mi ordinarono di
sverniciare la bicicletta che era di colore rosso.
Un'altra volta minacciarono di bruciare la casa di mio padre
se mi fossi rifiutato di prendere la tessera del Fascio. Al
mio NO, mi assalirono e mi portarono via il fucile da caccia.
Un'altra volta ancora, nel 1923, venni circondato da una
quindicina di giovani camicie nere armate di bastoni.
Il Bonari li affrontò con la falce e li mise in fuga. Rimasto
senza lavoro, dovette emigrare a Torino. |