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Usurai
(1295)
L'usura, prestito clandestino del denaro, è vecchia quanto il
mondo e ci accompagnerà fino alla fine dei secoli.
L'usura veniva praticata anche nel medioevo come risulta dal
protocollo (1295-1299) del notaro Rustichello di Pardo. Nove
gli usurai registrati da Rustichello. Essi erano proprietari
terrieri come Franchino di Orlando e Meo di Arrigo; oppure
notai come Pepo di Ugolino e Turchio di Saragone; oppure
commercianti come il pannaiolo Nardo di Bastocco. Certi usurai
ricoprivano anche cariche prestigiose come quella di
consiglieri comunali, camarlinghi o membri di commissioni
speciali.
Fra i clienti di quegli usurai figurano i CONTADINI dei centri
minori come Ventignano, Massarella, Galleno, Montefalcone,
Musignano di Stabbia. Oltre ai contadini, nella lista dei
clienti compaiono anche gli abitanti del castello di Fucecchio
nonché certe personalità di spicco come notai, dirigenti
pubblici e uomini di antica nobiltà come Figo di Acconcialeone
dei Visconti che risultava al 15° posto nella lista dei 553
contribuenti iscritti al pagamento delle imposte. Queste
ultime categorie ricorrevano al prestito degli usurai non per
indigenza bensì per il bisogno immediato di denaro liquido. |