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Usanze

1648 - VISITE PASTORALI
Quando il vescovo di S. Miniato veniva in visita pastorale, il pievano andava a riceverlo al confine con il BALDACCHINO che era di proprietà dei frati conventuali del Poggio Salamartano. Questo arredo sacro poteva essere dato in prestito soltanto al pievano.

1653 - CONSIGLIO DEGLI ANZIANI
Con una ordinanza comunale del 1653 venne ripristinata l'usanza secondo cui il Consiglio degli Anziani doveva riunirsi, pena la multa di 1 lira, non più sotto l'immagine di S. Cristoforo dipinta sulla facciata della Cancelleria (palazzo comunale) bensì sotto la LOGGIA del Palazzo Pretorio davanti all'immagine della Madonna.
Si trattava della riunione con cui i nuovi Anziani prendevano possesso della loro carica previo giuramento di fedeltà allo Statuto comunale.
L'avvicendamento tra vecchi e nuovi anziani doveva avvenire dopo il consueto suono delle campane.

1771 - LA CRESIMA
Il sacramento della Cresima veniva amministrato all'aperto e precisamente in piazza Vittorio Veneto che nel 1771 aveva le medesime dimensioni di quelle attuali anche si risultava sopraelevata di due gradini rispetto alla strada che segna la prosecuzione di Borgo Valori e che immette poi in via S. Giovanni.
Ai piedi dell'immagine di S. Cristoforo, quella ancor oggi esistente, veniva realizzato un recinto circolare di panche. In queste panche si sedevano i cresimandi in attesa del vescovo.
Il vescovo di S. Miniato con tutta la sua corte e tutto il clero locale partiva processionalmente dalla pieve di S. Giovanni la cui porta d'ingresso guardava S. Croce sull'Arno e scendeva in piazza Vittorio Veneto percorrendo o via S. Giovanni o la via del Poggio che costeggiava l'attuale scalinata sul lato sinistro per chi vi sale (all'epoca al posto della strada c'era un "ciglione"). Raggiunta la piazza, il vescovo amministrava la Cresima secondo il rito cattolico.

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