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Ungari
(barbari) - 927-955
Le atrocità compiute dai barbari Ungari nel nostro territorio
fra il 927 e il 955 sono inenarrabili e nessuno le ha più
eguagliate; nemmeno i nazisti in occasione dell'Eccidio del
Padule (23 agosto 1944).
Gli Ungari vivevano nell'Asia Centrale. Nell'850 lasciarono la
loro terra, attraversarono la Russia, raggiunsero l'Ungheria e
si stabilirono lungo il fiume Danubio.
A partire dall'anno 898 cominciarono ad effettuare incursioni
nei territori dell'ex Impero Romano d'Occidente (Germania,
Francia ed Italia). In queste escursioni mettevano a ferro e
fuoco tutto quello che trovavano.
I Re d'Italia di quell'epoca, Ugo e poi Berengario, non
poterono mai contrastare né arginare l'avanzata di quelle orde
barbariche perché non disponevano di un esercito. A dire il
vero, questi due Re ci risparmiarono almeno due incursioni
pagando ogni volta un riscatto di 10 moggi d'argento. Il
moggio era un recipiente della capacità di 146 litri.
Non avendo un esercito ed avendo esaurito le riserve di
argento, i Re d'Italia affidarono ai vescovi italiani la
"difesa passiva" delle città. Molti vescovi, e in specie
quello di Pistoia, fecero cingere di mura le loro città.
Le stragi degli Ungari finirono nel 955 perché l'Imperatore
Ottone I nel 955 sterminò letteralmente un esercito di
centomila Ungari.
Dopo questa biblica disfatta, gli Ungari si ritirarono
definitivamente nella Pannonia (Ungheria). |