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Uffizio funebre per Cavour (1861)

La morte di Camillo Benso conte di Cavour, avvenuta il 6 giugno 1861, suscitò un profondo cordoglio anche a Fucecchio.
Sebbene si sapesse quanto il Cavour fosse uno spirito laico, la nostra amministrazione comunale deliberò di far celebrare in Collegiata un Uffizio (funebre) a suffragio dell'anima del grande statista italiano.
L'arciprete Silvestro Montanelli notificò al nostro Gonfaloniere che senza l'autorizzazione del vescovo non poteva celebrare le esequie funebri commissionategli dall'Amministrazione comunale.
Il vescovo concesse benevolmente l'autorizzazione.
Ad un mese di distanza dalla morte, il 5 luglio 1861, venne celebrato in Collegiata un Uffizio solenne. La chiesa era gremita di fedeli e di cittadini laici. I rappresentanti del Comune assistettero all'Uffizio in gramaglia nera.

L' UFFIZIO dei defunti era una cerimonia che si svolgeva nelle chiese parate a lutto.
L'arredo indispensabile per questa cerimonia era il catafalco ricoperto da un grandissimo tappeto nero bordato con guarnizioni d'oro o d'argento. Ai lati del catafalco ci dovevano essere sei ceri giganti: tre per ogni lato.
Anche i parati dei sacerdoti erano neri.
La scaletta della cerimonia comprendeva:
la celebrazione di tante Messe quanti erano i sacerdoti presenti all'Uffizio;
il "suono a morto" delle campane che si ripeteva con una frequenza quasi ossessiva;
il canto delle esequie funebri che si concludeva con l'aspersione e la incensazione del catafalco.

Il catafalco, di legno, aveva la forma di un tronco di piramide a base rettangolare e veniva posto sopra una pedana o sopra delle caprette. Era lungo tre o quattro metri ed era alto almeno due metri.

 

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