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Venticinque luglio 1943

Nelle prime ore del 25 luglio 1943, il Gran Consiglio del Partito Nazionale Fascista, su proposta di Dino Grandi e di Galeazzo Ciano, votò la sfiducia a Benito Mussolini, capo del Governo e dittatore d'Italia dal 1922.
Nello stesso giorno, il re d'Italia, Vittorio Emanuele III°, ordinò l'arresto di Mussolini e diede l'incarico di formare un nuovo Governo a Pietro Badoglio, Maresciallo d'Italia.La notizia dell'arresto di Mussolini, trasmessa dalla radio, scatenò un vero putiferio a Fucecchio.
Tutti i fucecchiesi , quel giorno, diventarono antifascisti. E per darsi una parvenza di autenticità si resero protagonisti di atti di iconoclastia inimmaginabili. Vennero demoliti tutti i simboli del Fascismo. Furono cancellati con mani di tempera da imbianchini tutte le immagini e tutti i motti che tappezzavano le facciate di tante case e di tanti palazzi. Dalle finestre vennero gettati in strada i quadri con la foto di Mussolini che erano presenti in tutti gli edifici pubblici e in moltissimi appartamenti. La sede del PNF venne devastata. I documenti (registri, filze, cartelle) vennero gettati al vento e quasi tutti distrutti. Tutti gridavano contro il Regime fascista.
Non mancò la caccia ai gerarchi fascisti locali. Allo squadrismo nero subentrò subito quello rosso.

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