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Trattato di neutralità (1795)

La nostra povera Toscana per molti secoli è stato territorio di passaggio di milizie straniere. I contadini, i boscaioli, i paesani ne sapevano qualcosa di questi passaggi che erano sinonimi di ruberie, devastazioni, stupri, soprusi, angherie.
Il 2 marzo 1795 venne ratificato il Trattato di neutralità del Granducato di Toscana con la Francia Repubblicana partorita dalla Rivoluzione Francese del 14 luglio 1789. Questa Francia Repubblicana aveva messo e teneva in subbuglio tutta l'Europa.
La notizia della ratifica del Trattato di neutralità fu accolta con soddisfazione ed entusiasmo dai fucecchiesi sempre timorosi di nuove invasioni e di ulteriori passaggi di truppe straniere. Essi ora speravano in un lungo periodo di PACE e pregustavano l'esenzione dal passaggio di truppe straniere sul nostro territorio.
Anche il Senato fiorentino nutrì le medesime illusioni dei fucecchiesi Se ne fece portavoce il senatore Alessandro Adami che si felicitò così con il granduca Ferdinando III°:
"Le molte premure che Sua Altezza Reale si è dato per ristabilire i suoi amatissimi sudditi in quella tranquillità che un giusto timore dell'altrui violenza fin dal 1793 aveva fatto perdere alla Toscana in mezzo alle convulsioni politiche suscitate dalla Repubblica Francese in diverse parti del mondo, avendo sortito con la ripristinata neutralità l'effetto più glorioso e per la Toscana il più utile."

Poveri fucecchiesi! Poveri senatori! Si sbagliarono proprio di grosso.

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