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Transumanza ed immigrazione nel Medioevo (1295-1299)

Dal protocollo notarile di Rustichello di Pardo, che copre il periodo 1295-1299, risulta che Fucecchio fu in quell'epoca zona di passaggio stagionale (primavera e autunno) per i pastori della Garfagnana e dell'Appennino e centro di immigrazione.
Dal contratto notarile del 29 ottobre 1298 risulta che Baldo di Aliotto e suo figlio Fioruccio, proprietari di greggi ovini della Garfagnana, affidarono il loro gregge a certo Cecco di Bindo di Grosseto Marittima. Questo Cecco di Bindo si impegnava sia a guidare i 2.000 capi di bestiame, di proprietą di Baldo, dall'Arno fino ai pascoli di Collecchio, in Maremma, sia a trattenere lą il bestiame per restituirlo il successivo 1° maggio, ancora presso l'Arno.
Al grossetano Cecco di Bindo sarebbero stati pagati, in due rate, 6 soldi per ciascun ovino. La somma complessiva sarebbe ammontata a 600 lire. Con le 600 lire Cecco doveva far fronte a tutte le spese che avrebbe dovuto sostenere fino al primo maggio dell'anno successivo.
Ai 16 pastori arruolati per guidare il gregge spettavano pane di grano, vino in misura conveniente, carne per due volte alla settimana, calzari di cuoio e un paio di calzature di panno.
Per renderci conto degli introiti del maremmano forniamo questi due dati:
- una pecora valeva poco pił di una lira;
- una lira equivaleva a 20 soldi.

Il flusso immigratorio nell'attuale territorio comunale era costituito soprattutto da contadini provenienti da Bucciano, Borgo S. Fiora, Montebicchieri, Roffia, Segromigno. I terreni preferiti erano quelli di Torre, Massarella e Cappiano.

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