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Tifo petecchiale
(1817)
Nel 1817 anche Fucecchio fu colpito dall'epidemia di tifo
petecchiale che a macchia d'olio si era diffuso, fin dal 1815,
dalla Maremma.
Il tifo petecchiale era una malattia terrificante. Si
presentava con delirio, con polso convulso,con sussulto nei
tendini (contrazioni), affanno, vomito, meteorismo, diarrea,
tosse secca e PETECCHIE (macchie) nere diffuse su tutta
l'epidermide. Non esisteva un farmaco capace di debellare
questo flagello.
Sembra che il portatore di questa malattia nel nostro paese
sia stato Vaccini Pietro. Il Vaccini era stato in Maremma. Poi
si era fermato a Siena, ma da questa cittą era stato espulso
per il timore del contagio. Giunto a Fucecchio, si era
coricato in una stalla. Si era sentito male ed aveva mandato a
chiamare un medico. E il medico emise la terrificante
diagnosi: tifo petecchiale. Fu una tragedia.
Con una rapiditą imprevedibile la malattia si diffuse prima di
tutto in quelle famiglie che vivevano ammassate in un'unica
stanza piena di sporcizia.
Il medico Gaspare Perodi chiese di poter ridurre a lazzeretto
(ospedale) un'ala del convento La Vergine. Il 2 marzo giunse
il permesso e la relativa ordinanza dal Governo granducale.
che consentivano la realizzazione del lazzeretto richiesto.
Quando gli ammalati crebbero di numero, l'aria delle celle
divenne grave, con umida non ventilata. E l'angustia delle
celle colpiva pił che guarire. Ed infatti si moriva anche nel
lazzeretto del Convento. |