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Taviani Giulio canonico (1740-1817)

Il canonico Giulio Taviani (1740-1817) è vissuto a cavallo del trentennio più dirompente della storia del nostro paese, quello che va da 1780 al 1810. In questo trentennio si verificarono a Fucecchio eventi di portata storica per la nostra comunità:
- svendita delle Cerbaie
- istituzione del Vicariato Regio a Fucecchio
- demolizione del nuovissimo Teatro dell'Accademia dei Fecondi
- realizzazione del primo cimitero pubblico
- soppressione delle Compagnie di S. Rocco, di S. Giovanni e della Madonna della Croce
- soppressione dei frati conventuali di S. Salvatore, delle Oblate di S. Romualdo e delle monache di S. Andrea
- ricostruzione della Collegiata
- costruzione del Teatro Pacini
- immigrazione francese
- importazione delle idee della Rivoluzione francese
- dominazione ventennale indiretta e diretta dei francesi di Napoleone
- sommosse popolari antifrancesi e antinapoletane
- la guerriglia dell'esercito di Gioacchino Murat
- il ritorno del granduca lorenese

Un altro evento di portata storica fu rappresentato dall'opera del canonico Giulio Taviani che terremotò la vita ecclesiale, religiosa e culturale di Fucecchio. Soltanto oggi, a distanza di oltre duecento anni, possiamo cogliere con una certa chiarezza gli effetti delle "operazioni" del Taviani, una personalità con qualche marcia in più rispetto a tutti gli altri chierici della sua epoca.
Il Taviani fece ritorno a Fucecchio, dopo aver frequentato il Collegio seminarile di Siena, nel 1770.
Nel 1771 riuscì a far elevare l'antica Pieve di S. Giovanni Battista a Collegiata e a trasformare la Congregazione del SS Nome di Gesù in Capitolo della Collegiata.
Il Taviani si incontrò più volte, a Fucecchio e a Firenze, con il granduca Pietro Leopoldo e lo convinse a concederci il permesso di demolire la vecchia Collegiata e di costruirne una nuova (1787).
Il nostro canonico amava il paese con la stessa intensità con cui amava l'immagine che voleva dare di se stesso.
Per recuperare le radici della nostra comunità trascrisse numerosi documenti storici del 1300. E con il gusto e la scioltezza del giornalista registrò nei suoi diari tutti gli eventi di cui fu testimone ( demolizione e ricostruzione della chiesa di S. Andrea; demolizione e ricostruzione della Collegiata), fatti di cronaca locale e tutti i suoi viaggi a Lucca, a Pistoia, a Firenze e a Roma.
Con scrupolo inventariò tutti i beni delle Compagnie soppresse.
Nel 1799, al tempo dell'abbattimento dell'Albero della Libertà, fu Gonfaloniere (sindaco) di Fucecchio.
Fondò un bollettino parrocchiale intitolato Varianda.
A causa della sua bravura e delle sue spiccate competenze in materia di Liturgia e di Diritto Canonico, non riscosse mai la simpatia del clero locale e della curia vescovile di S. Miniato.
Il 24 febbraio 1806 prese parte, per l'ultima volta, alla riunione del Capitolo della Collegiata da cui venne estromesso.
Si ritirò a vita privata in via Castruccio N.7 in odore di di peculato ai danni della Cassa del Capitolo.
Visse gli ultimi anni a pensione presso un suo avarissimo parente.
Morì il 6 dicembre 1817.

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