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Spagnoli a Fucecchio (1736)

Nel 1735 riscoppiò la guerra tra Francia e Spagna. Gli spagnoli di stanza nell'Italia Meridinale dilagarono per tutta la Toscana prima di raggiungere la Lombardia. Giangastone, l'ultimo granduca mediceo della Toscana, si comportò in maniera scopertamente accondiscendente dato che non poteva opporsi militarmente agli spagnoli. E gli spagnoli si comportarono come padroni. Ne seppero qualcosa anche i fucecchiesi.
Nel 1736 il duca spagnolo di Montemar fece acquartierare nei comuni di Fucecchio, Santa Croce e Castelfranco 2 battaglioni di fanteria. Ordinò che venissero preparati 500 sacconi, 500 coperte, 500 materassi. Inoltre pretese i letti per tutti i sergenti e per tutti gli ufficiali e le stalle per i cavalli.
Un episodio curioso accadde nella casa di Giuseppe Ferrini dove per due mesi alloggiarono gratuitamente due soldati spagnoli. Quando se ne andarono, il Ferrini scese in cantina dove aveva installato una raffineria di acquavite che, all'arrivo dei due ospiti, aveva sapientemente camuffato. Con suo grande stupore scoprì che i fiaschi di acquavite sepolti nelle coperte e nelle balle erano stati tutti quanti vuotati.
Le truppe spagnole di passaggio devastarono le campagne, fecero consumare ai loro cavalli tutte le erbe da fieno, tagliarono legna da ardere e quando non ne trovavano abbattevano pure gli ulivi. Nessun divieto le fermava. Ci oltraggiavano, in barba ad ogni diniego, ridendoci in faccia.

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