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Soppressioni leopoldine (1783)

Il granduca Leopoldo I°, lorenese, voleva smantellare tutti gli "apparati ecclesiali" per ridurli al minimo indispensabile. Le Compagnie e gli Ordini religiosi, secondo Leopoldo I°, parassitavano la società e costituivano molte volte un freno allo sviluppo economico delle realtà locali.
Il granduca lorenese seppe sempre cogliere tutte le occasioni propizie per smantellare pezzo per pezzo le secolari strutture religiose.
Pietro Leopoldo I° aveva visitato la nostra Collegiata, ricettacolo dei fetori delle salme ivi sepolte. Quando gli venne chiesto il permesso di demolirla per costruirne una nuova, lui rispose subito di sì, ma pose delle condizioni ben precise:
- Dovete darmi il vostro assenso quando sopprimerò le Compagnie di S. Rocchino, della Madonna della Croce e di S. Giovanni Battista. Io vi cederò tutte le loro proprietà e voi dovrete rivenderle. I soldi che incasserete li utilizzerete per coprire le spese inerenti alla costruzione della Nuova Collegiata.
Il Capitolo della Collegiata esultò ed approvò. Il futuro "repulisti" del granduca avrebbe liberato il Capitolo da certe presenze veramente scomode.
E così nel 1783 arrivarono a tamburo battente le soppressioni delle tre Compagnie e delle tre comunità religiose che da secoli operavano in Fucecchio; le Oblate bianche di S. Romualdo, le clarisse di S. Andrea e i padri conventuali del Poggio Salamartano. La storia di Fucecchio voltò pagina.

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