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Socialisti al
potere a Fucecchio nel 1920
Nell'ottobre del 1920 si svolsero a Fucecchio le elezioni
comunali. Si presentarono due liste: quella socialista e
quella del Fronte Antibolscevico formata da liberali,
nazionalisti, monarchici, democratici e popolari di don Sturzo.
I socialisti che avevano dato il loro pieno assenso
all'occupazione delle fabbriche e delle terre, sfoderarono uno
slogan propagandistico molto significativo:
TUTTO IL POTERE AI SOVIET
La leniniana dittatura del proletariato era diventata la
Religione dei socialisti fucecchiesi.
L'esito delle votazioni fu clamoroso: i socialisti
guadagnarono tutti i 30 seggi.
Il giorno dell'inaugurazione del nuovo Consiglio Comunale la
sala era gremita di pubblico festante. Venne eletto sindaco
Angiolo Cecconi, 34 anni, calzolaio. Nel suo discorso
ufficiale Angiolo Cecconi confessò la sua inadeguatezza ad una
simile carica, ma fece solenne promessa di onestà, di fedeltà
alle istituzioni e di impegno a favore dei poveri, delle donne
e dei fanciulli.
A conclusione del suo discorso il sindaco Cecconi, Angiolino
per i fucecchiesi, dichiarò apertamente la guerra contro lo
Stato per "instaurare il regime sovietista, per preparare la
dittatura del proletariato".
In quella seduta vennero eletti anche gli assessori.
Furono eletti assessori effettivi Paolo Benvenuti, Dante
Aringhieri, Alfieri Donnini e Guido Morelli.
Gli assessori supplenti eletti furono Giuseppe Manzi e Giulio
Parlanti.
Il comune di Fucecchio nel 1920 contava 12.361 abitanti di cui
3.919 nel capoluogo. |