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Simonetti
(1309-1352)
A novembre, nel 1309, morì in Fucecchio il ricco Ser
SIGNORETTO della Consorteria dei Simonetti. Ser Signoretto
lasciò tre figlie ed un maschietto di nome Signoretto.
I quattro figli del defunto Ser Signoretto vennero assegnati a
ser Bernardo, fratello del defunto. Bernardo era il titolare
della Porta Bernarda che si trovava nei pressi dell'attuale
Farmacia Serafini all'inizio di Via Giovanni Nelli.
Il patrimonio fondiario del defunto Ser Signoretto era davvero
cospicuo. Questo consentì allo zio Bernardo Simonetti di
accasare convenientemente le nipoti. Poiché l'erede di diritto
era il maschietto ser Signoretto, lo zio Bernardo, pur non
ledendone i diritti, ne impedì la crescita politica. Di Ser
Signoretto non se ne sentirà mai parlare.
Salì, invece, alla ribalta della vita politica di Fucecchio,
SIMONETTO, il figlio di Bernardo.
Simonetto, prima del 1318, si rese protagonista di molti
fattacci, visto che il nostro comune, dal 1314, era sprovvisto
della protezione militare di Lucca. Infatti le Magistrature
ordinarie di Fucecchio non riuscivano né a catturalo né a
punirlo per tutti i suoi misfatti: ruberie, devastazioni,
complotti, omicidi.
L'11 ottobre 1318 venne riunita nella Pieve di S. Giovanni
Battista (Collegiata), su convocazione straordinaria,
l'Assemblea Generale per prendere provvedimenti efficaci
contro Ser Simonetto e tutta la sua consorteria. L'Assemblea
Generale deliberò la sospensione delle Magistrature ordinarie
e la creazione di una Balia di 12 uomini con licenza di
prendere tutti i provvedimenti necessari.
Sicuramente i Simonetti vennero condannati al confino e i loro
beni furono confiscati. Ne rende testimonianza il fatto che
nel 1323 tutti i membri della consorteria poterono rientrare
in paese.
Nel 1352 i Simonetti tentarono di compiere un colpo di stato,
cioè di impadronirsi del potere su Fucecchio che godeva
addirittura della protezione militare e giuridica del ducato
di Firenze all'epoca impegnato nella guerra contro Siena, a
fianco dell"Imperatore di Spagna ed Austria, Carlo V°.
Fortunatamente il loro disegno sovversivo venne scoperto ed il
loro tentativo mirato al colpo di stato fallì.
Proprio nel giorno di S. Clemente, il 23 novembre, i Simonetti
vennero sopraffatti e cacciati via definitivamente dal nostro
Comune. Per storicizzare questo evento vennero prese due
decisioni:
1- S. Clemente venne proclamato protettore del nostro Comune e
ne fu istituita la Festa che cade il 23 novembre.
2- Il 29 agosto dell'anno successivo, il 1353, venne
commissionata al pittore Guglielmo una pittura da eseguirsi
sul muro del Palazzo del Comune raffigurante il tradimento di
Piglio dei Simonetti e dei suoi seguaci. |