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Sfollati livornesi
a Fucecchio (1943)
Il 28 maggio 1943 alcune centinaia di fortezze volanti
statunitensi, poco prima di mezzogiorno, in due ondate
successive, bombardarono a tappeto la città di Livorno. Venne
colpita anche la raffineria di petrolio dell'ANIC. Dal Poggio
Salamartano vedemmo una colonna di fumo impressionante.
Sul far della sera ed il giorno successivo giunsero a
Fucecchio alcune centinaia di livornesi scampati alla morte ed
ancora visibilmente terrorizzati dalla catastrofe del
bombardamento. Molte famiglie di sfollati trovarono alloggio
nelle vecchie case del centro storico: via Cammullia, via
della Greppa, via del Cassero, Via Valdarnese, via Lamarmora,
il Poggetto, via della Valle.
La famiglia di Ottorino, venne ospitata nell'appartamento del
Moro, nel fabbricato dove attualmente abita anche il
cappellano della Collegiata don Mario Santucci.
Fucecchio che già ospitava alcune centinaia di soldati
italiani di stanza temporanea nel nostro paese si rivelò
all'altezza della situazione.
Nessuno si arricciò nel proprio egoismo. La gara di
solidarietà nei confronti degli sfollati livornesi fu
esaltante.
Il 21 luglio del 1944 anch'essi dovettero abbandonare
Fucecchio e furono costretti a sfollare una seconda volta
nelle campagne del nostro comune. Alcuni, durante i quaranta
giorni di sfollamento, morirono perché colpiti dalle
cannonate; altri finirono nelle retate dei rastrellamenti
tedeschi e morirono nei campi di concentramento in Germania:
tra questi anche il babbo del nostro amico Ottorino.
Fra tutti gli sfollati livornesi ci piace menzionare Alberto
Matteucci, l'autore delle formelle in gesso delle stazioni
della Via Crucis che ancor oggi possiamo ammirare nella chiesa
locale di S. Maria delle Vedute e di S. Rocco.
Gli sfollati livornesi lasciarono Fucecchio subito dopo la
liberazione del nostro paese dall'occupazione tedesca avvenuta
il 1° settembre 1944.
A Fucecchio rimasero per sempre alcune famiglie e fra queste
quella di Giorgio Sanna noto esponente politico del mondo
cattolico, consigliere comunale e provinciale. |