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Sfollamento (lo)
del 21 luglio 1944
Ai primi di luglio del 1944 gli Alleati (anglo-americani)
raggiunsero le colline di S. Miniato da cui potevano
bombardare con le loro artiglierie le linea di difesa tedesca
dislocata sulla riva destra dell'Arno. Il territorio comunale
di Fucecchio diventò il bersaglio delle incursioni aeree e
delle artiglieria Alleate.
Il 2 luglio gli aerei alleati centrarono il nostro ponte
sull'Arno che aveva soltanto 75 anni.
Poi cominciarono i cannoneggiamenti. Le granate cadevano un
po' dappertutto provocando anche nel capoluogo morti e feriti.
Il 19 luglio, di notte, fu colpita in pieno una casa di via
Castruccio addossata alla omonima torre. Ci furono tre morti e
tre feriti gravi.
Ai cannoneggiamenti degli alleati facevano da contrappunto i
rastrellamenti operati dai tedeschi in collaborazione con i
repubblichini locali (fascisti aderenti alla Repubblica
Sociale Italiana di Mussolini). Si viveva in un clima di
terrore.
Nel pomeriggio del 21 luglio 1944 i tedeschi, saggiamente,
obbligarono la popolazione fucecchiese ad abbandonare il
paese. Si verificò così lo sfollamento in massa dei
fucecchiesi dalle loro case natie. La maggior parte delle
persone si rifugiarono nelle adiacenze del Padile (Padulino),
nelle colline delle Cerbaie. Pochissime persone scelsero le
colline cerretesi.
In quella drammatica circostanza si manifestò dovunque la
solidarietà delle famiglie contadine che misero a disposizione
degli sfollati tutto ciò che possedevano: stanze, cascinali,
letti, coperte, cibarie e il grano dei campi non ancora
trebbiati.
Per proteggersi dalle cannonate che colpivano
indiscriminatamente il paese e la campagna, gli sfollati
dovettero scavarsi dei rifugi. Ma non mancarono le vittime da
cannonate. Continuarono i rastrellamenti dei tedeschi e alcuni
sfollati finirono nei campi di concentramento e di lavoro in
Germania. Il 23 agosto 1944 venne perpetrato dai tedeschi
l'Eccidio del Padule che costò la vita a 175 persone.
Durante i 40 giorni di sfollamento non piovve mai e questa fu
una vera grazia per tutti coloro che doveva vivere all'aperto.
Il 31 agosto, di notte, i tedeschi si ritirarono dalla linea
di difesa sull'Arno.
Il 1° settembre gli anglo-americani attraversarono l'Arno.
Finalmente era giunta anche per i fucecchiesi la Liberazione.
Il 2 settembre ci fu il rientro in massa della popolazione
sfollata nel capoluogo.
Riproduciamo il laconico rapporto trasmesso alla Regia
Questura di Firenze dal sindaco Angiolo Cecconi sullo stato di
Fucecchio al rientro della popolazione dopo i 40 giorni di
sfollamento.
" Il 1° settembre 1944, quando i Tedeschi abbandonarono il
territorio di questo Comune, lasciando ovunque i segni della
loro rabbia bestiale, il paese presentava un aspetto desolante
e la situazione generale in sintesi era la seguente:
MANCANZA di abitazioni, di pane e di altri generi alimentari,
di acqua, di vestiario, di medicinali, di combustibili.
Tutti i Servizi Pubblici paralizzati.
Le condizioni igieniche erano allarmanti: una grave epidemia
di TIFO infieriva nel capoluogo." |