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Scioperi (gli) del
1904 - 1905 - 1907 - 1909 - 1917
sciopero del 1904
Il 15 settembre 1904 venne indetto a Milano da parte dei
sindacalisti rivoluzionari uno sciopero generale. Esso si
estese fulmineamente in tutta l'Italia.
Fucecchio si paralizzò.
Nessun servizio pubblico e civile funzionò.
Fu impedito il trasporto degli ammalati in ospedale.
Venne minacciata l'erogazione dell'acqua.
Furono chiuse forzatamente le chiese della Collegiata, delle
Vedute e de La Vergine.
Venne imposta la chiusura di tutti i negozi.
Le strade e le piazze furono presidiate dal popolo. Furono
giorni di spavento per la borghesia fucecchiese.
Si temé per la propria vita e per le proprietà. Lo sciopero
terminò il 20 settembre, ma con il fallimento degli obiettivi
che si erano prefissi i sindacalisti rivoluzionari.
sciopero del 1905
L'8 gennaio 1905 ci fu uno sciopero degli operai disoccupati
di Fucecchio, S. Croce sull'Arno, S. Maria a Monte,
Castelfranco di Sotto e Ponte Buggianese mirato ad ottenere
l'inizio dei lavori di correzione dell'Usciana, emissario del
Padule di Fucecchio. In quella occasione venne affisso un
manifesto di cui riproduciamo il testo.
Accorriamo numerosi alla sede di ciascuno dei nostri comuni
sindacati; prendiamo parte a questa dimostrazione la quale
dovrà essere seria, dignitosa, serena. Esporremo alle autorità
comunali il nostro giusto desiderio, interesseremo i sindaci
di ciascuno dei nostri comuni, i signori consiglieri
provinciali del Mandamento, il Deputato Politico del nostro
Collegio.
Essi sono tutti uomini di cuore ed amano l'operaio; e il
nostro desiderio sarà benevolmente inteso e pietosamente
accolto. Dopo di ciò noi ci scioglieremo al grido unanime e
festoso di viva il Re, viva il lavoro.
sciopero del 1907
Nel novembre del 1907, ben 800 terrazzieri stavano eseguendo
dei lavori lungo l'Usciana. Erano tutti operai del Valdarno.
Questi operai incrociarono le braccia contro la ditta
appaltatrice dei lavori che li obbligava ad un cottimo che non
avrebbe loro consentito di guadagnare più di una lira e
cinquanta centesimi.
I terrazzieri avevano chiesto un aumento e, poiché questo fu
loro rifiutato, avevano iniziato lo sciopero. Buona parte
degli operai era iscritta alla Camera del Lavoro di Empoli e i
rimanenti a quella di Firenze.
Per accordo fra le due organizzazioni, quella di Empoli venne
delegata a rappresentarli presso la ditta, Impresa S.A.
Italiana Ercole Antico e soci, con sede nell'Italia
settentrionale.
Due sindacalisti di Empoli, Raffaello Busoni e Paolo Caciagli,
vissero nel padule di Fucecchio per tutta la durata dello
sciopero (dieci giorni) impegnandosi a dirigere, incoraggiare
e trattare.
Il risultato fu positivo: con regolare accordo la ditta si
impegnò a portare il cottimo dai 45 centesimi pagati fino ad
allora a 67 centesimi il metro cubo, il che equivaleva ad
ottenere un aumento di circa una lira al giorno.
scioperi del 1909
Quando nel 1909 venne in visita ufficiale in Italia lo zar
della Russia anche i fucecchiesi scioperarono: non perdonavano
allo zar di aver soffocato nel sangue le rivolte popolari del
1904 e del 1905.
Si scioperò anche quando in Spagna venne ucciso l'educatore
Francisco Ferrer patrocinatore della causa della classe
operaia. Innumerevoli furono i tafferugli promossi dai
calzolai, dai braccianti agricoli, dai fornai e dagli
infermieri. Quasi tutti militavano nelle Leghe che aderivano
alla Camera del Lavoro di Empoli.
sciopero del 1° maggio 1917
Nel 1917 la Prima Guerra Mondiale era in pieno svolgimento.
Gli austriaci stavano preparando una spedizione punitiva
contro l'Italia che sarebbe sfociata, in ottobre, nella nostra
disfatta di Caporetto.
Nel mese di marzo in Russia scoppiò la rivoluzione. L'esercito
russo si sgretolò.
Il 1° Maggio, eccitati dall'esito positivo della Rivoluzione
russa e stanchi della guerra e della fame, moltissimi popolani
fucecchiesi festeggiarono il 1° Maggio con uno sciopero che
però assunse la connotazione di una manifestazione.
I manifestanti gridavano slogan contro la guerra, diffondevano
manifestini e il quotidiano socialista L' AVANTI.
Le forze dell'ordine, benché allertate, si limitarono a
controllare il tutto, ma non intervennero.
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