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Romualdine
(le monache) a Fucecchio dal 1684 al 1787
Nel gennaio del 1684, per interessamento del vescovo di San
Miniato, monsignor Corsi, si stabilirono a Fucecchio certe
monache dell'ordine di S. Romualdo chiamate più propriamente
Religiose monache oblate di pura clausura vescovile.
Queste monache vennero sistemate nel monastero di S. Caterina
posto nell'attuale corso Matteotti e costruito nel 1639 per
volontà testamentaria del sacerdote Giovanni Bardini.
Nel 1783 si scatenò sopra tutti gli ordini religiosi presenti
in Toscana la bufera delle soppressioni decretate dal granduca
lorenese Pietro Leopoldo I. Venne soppresso anche il monastero
di S. Caterina dove dimoravano le monache romualdine dette
anche oblate.
Il 28 agosto 1783 il Segretario di Stato Carlo Bensy mise le
romualdine di fronte a queste alternative:
1- Se volete continuare a vivere la vostra vita di clausura
dovrete abbandonare Fucecchio e trasferirvi in un altro
monastero.
2- Se volete rimanere a Fucecchio dovrete rinunciare alla
clausura e trasferirvi nel Conservatorio (scuola per fanciulle
e ragazze) realizzato nel monastero di S. Salvatore da cui
sono stati già evacuati i padri conventuali.
3- Se non volete trasferirvi da Fucecchio e non volete nemmeno
dedicarvi al Conservatorio dovrete dimettere i vostri abiti e
ritornare ad essere delle secolari, cioè delle donne comuni.
Di fronte a queste alternative due o tre si trasferirono in un
altro monastero, alcune dimisero gli abiti religiosi e si
secolarizzarono e la maggior parte si trasferì subito in S.
Salvatore a ricoprire il ruolo di insegnanti.
Subito dopo l'emanazione della legge delle soppressioni, la
Deputazione granducale dei monasteri aveva programmato la
vendita dei monasteri fucecchiesi di S. Caterina, di S.
Salvatore e di S. Andrea. Questa operazione avrebbe
sicuramente provocato qualche sommossa popolare.
Si ricorse allora all'escamotage del Conservatorio Femminile
da realizzarsi nel Monastero di S. Salvatore dove sarebbero
state dirottate, previo il loro consenso, sia le monache
Romualdine sia le clarisse di S. Andrea.
Le spese di riduzione del Monastero in Conservatorio e quelle
per l'eventuale ampliamento del medesimo per far posto alla
quarantina di clarisse sarebbero state coperte con la vendita
di monasteri di S. Caterina e di S. Andrea.
Nel 1785 anche le 43 clarisse di S. Andrea, messe di fronte
alle medesime alternative delle romualdine, si trasferirono in
S. Salvatore per gestire con le romualdine il Conservatorio
Femminile di S. Romualdo.
La convivenza fra le romualdine e le clarisse di S. Andrea si
rivelò fin dalle prime battute difficilissima.
Le due Priore fecero di tutto per rendere tesissimi i rapporti
fra le due comunità. Il canonico don Giulio Taviani e gli
insuesi sobbillavano le clarisse di S. Andrea.
Le clarisse si resero protagoniste di raggiri,di maneggi e
soprattutto di minacce nei confronti delle poche oblate.
Nel mese di giugno del 1787, tre mesi prima dell'inaugurazione
della nuova Collegiata, le romualdine, temendo per la loro
vita, comunicarono al vescovo che entro la fine del mese
avrebbero lasciato il Conservatorio di S. Romualdo posto sul
Poggio Salamartano.
E così, dopo 103 anni di permanenza a Fucecchio, le oblate
bianche lasciarono per sempre Fucecchio. |