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Roma (la presa di) - 1870

Nell'agosto del 1870, nel corso della guerra franco-prussiana, i fucecchiesi assistettero incuriositi al passaggio continuo di truppe italiane dirette verso il sud.
Il TELEGRAFO, installato da poco in una stanzetta del Palazzo Comunale di via Lamarmora, era sommerso da una valanga di dispacci provenienti da Firenze, capitale del Regno d'Italia dal 1865 al 1871. C'era un gran via vai nell'ufficio telegrafico.
La popolazione subodorava qualcosa di grosso nell'aria. Gli analfabeti bazzicavano come non mai le farmacie e i caffè per udire dalla viva voce dei ricchi le notizie che essi potevano leggere sui giornali. Dicevano:
- I francesi hanno ritirato i loro Presidi da Roma.
- I francesi le stanno prendendo dai prussiani.
- I francesi sono stati sconfitti dai prussiani.
- Il re Vittorio Emanuele II° ha scritto una lettera al Papa per proporgli trattative pacifiche sull'annessione di Roma e del Lazio.
- Il papa si è rifiutato di rispondergli.
- L'esercito italiano muove contro Roma.
Il 20 settembre 1870 l'impiegato dell'Ufficio Telegrafico si affacciò alla finestra del sua stanza che dava in via Lamarmora e gridò ripetutamente:
- Roma è nostra! Roma è italiana!
La notizia si diffuse rapidamente. Si cantò, si brindò, ma non venne organizzato nessun festeggiamento ufficiale perché un dispaccio giunto da Firenze ordinava:
- I festeggiamenti potranno essere fatti soltanto dopo l'esito del plebiscito di annessione che si svolgerà in tutto il Lazio il 20 ottobre prossimo.
Venerdì 21 ottobre, di notte, centinaia di fucecchiesi si assieparono sotto il Palazzo Municipale, in via Lamarmora, per conoscere tramite il telegrafo l'esito del plebiscito.
Quando l'impiegato del telegrafo si affacciò per l'ennesima volta alla finestra, teneva in mano una strisciolina di carta. Sorrise, chiese silenzio con un cenno delle mani e gridò:
- I SI sono stati quarantamila; i NO, soltanto quarantasei. Roma e il Lazio sono italiane.
Volarono i cappelli. Scrosciarono gli applausi e gli Evviva. Gli esercizi pubblici si riempirono di avventori. Si bevve e si cantò fin quasi all'alba.
La domenica appresso, il 23 ottobre, si svolsero i festeggiamenti così come erano stati programmati dalla Giunta comunale nella seduta del 6 ottobre.
- Vennero distribuiti Kg.1,688 di pane e mezzo chilogrammo di carne ai familiari dei soldati fucecchiesi che avevano preso parte alla conquista di Roma.
- Fu effettuata una corsa di cavalli con fantino da piazza La Vergine a piazza Montanelli.
Al primo arrivato venne assegnato un premio di 40 lire; al secondo un premio di 10 lire.
- La corsa dei cavalli fu preceduta dalla sfilata della banda locale.
- La banda tenne un concerto serale sotto la loggia del Palazzo Pretorio e poi sfilò per le vie del paese suonando quasi senza interruzione.
In occasione del 25° anniversario della conquista di Roma, nel 1895, il Comune chiamò Piazza XX Settembre il piazzale da costruirsi nell'area proveniente dall'eredità Landini Marchiani e donata da Re Umberto I° al Municipio di Fucecchio.

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