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Rocca: gli altri affittuari (1416-1643)

In questo periodo, dal 1416 al 1643, il castello di Fucecchio cambiò fisionomia:
sparirono le mura castellane, sparirono i fossi (fossati), i ponti levatoi e quasi tutte le torri ad eccezione di quella di S. Andrea in fondo a via Castruccio. Rimase quasi intatta la rocca.
La nostra fortezza, a partire dal 1415 venne utilizzata come magazzino da parte di coloro a cui veniva concessa in affitto.
Fra i numerosi affittuari ci piace ricordare Giovan Battista Capponi di Firenze, il fattore delle possessioni granducali di Stabbia, donna Maddalena Cortesi e la Commenda di Altopascio (1591).
Ma intanto anche le mura della rocca non sfuggirono all’opera di demolizione più o meno clandestina che caratterizzò il periodo in esame. Da un documento dei 3 giugno 1 573 risulta che ”le genti di Fucecchio lavorando le piagge circostanti la rocca, non hanno esitato a sottrarre mattoni alle mura che via via andavano in rovina, tanto che dei mattoni rovinati si sono serviti per murare le loro case”.

Il 18 marzo 1643, Bartolomeo e Neri, figli del marchese Corsini, dopo aver acquistato per 70.000 scudi la Fattoria di Fucecchio venduta dal granduca Ferdinando II°, ricevettero in affitto dallo scrittoio delle Reali Possessioni l’area della rocca per l’annuo canone di 99 lire e 96 centesimi da pagare al Comune di Fucecchio.

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