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Repubblichini in Comune (1944)

Dal 23 settembre 1943 all'8 gennaio 1944 operarono in Fucecchio 3 centri di potere:

1- il Podestà che svolgeva funzione di sindaco;
2- il Comitato di Liberazione Nazionale che operava clandestinamente;
3- la sezione locale dei repubblichini , cioè dei fedeli che avevano aderito scopertamente alla Repubblica Sociale Italiana di Benito Mussolini.

L'8 gennaio 1944 avvenne nella vita politico-amministrativa fucecchiese una svolta importante. La carica di Podestà venne soppressa. Al Podestà subentrò il COMMISSARIO PREFETTIZIO, cioè un dittatorello impostoci dalla Repubblica Sociale Italiana.
Il Commissario Prefttizio che giunse a Fucecchio si chiamava Ceciliano Riccioni, ricordato dai più per la sua relazione sentimentale con una fucecchiese. Da questa relazione nacque una figlia: Ceciliana.
Tre furono i provvedimenti più significativi del Commissario:
1- Ordinò il rastrellamento dei giovani della classe 1924 renitenti alla leva. Quasi tutti i giovani fucecchiesi si imboscarono. Soltanto una ventina si presentarono alla visita medica. I rastrellamenti vennero affettuati da alcuni reparti dell'esercito repubblichino.
2- Fece abolire tutte le intitolazioni delle vie riferentisi alla Casa Reale e ai traditori del periodo 25 luglio-8 settembre 1943:
Viale Principessa Margherita diventò Viale Giancarlo Bitossi;
Viale Regina Margherita diventò Viale Ettore Muti;
Corso Vittorio Emanuele diventò Corso Gustavo Mariani.
3- Ordinò ai militari ritornati a casa dopo l'8 settembre 1943 di arruolarsi nell'Esercito della Repubblica Sociale Italiana.

Fucecchio, dunque, era finito sotto il tallone tedesco-repubblichino.

 

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