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Querce: storia
della chiesa e della parrocchia (866)
La presenza della chiesa di S. Nazzario martire in località
Querce è documentata da una pergamena dell'anno 866. In questa
pergamena è scritto che il vescovo di Lucca, monsignor
Geremia, concede a livello al signor Adalfredo di Rudilando i
diritti di caccia e di pesca sul terreno della chiesa di S.
Nazzario martire, sita in Cerbaia, vicino a Cappiano.
In un atto di donazione cadolingia del 1105 viene menzionato
anche il Monastero di S. Nazzario. Il Monastero era
sicuramente l'abitazione del ROMITO od eremita al quale era
affidata la cura e la gestione della chiesa di S. Nazzario per
conto del pievano di Fucecchio. Il romito, non avendo ricevuto
l'ordinazione sacerdotale, non poteva officiare la chiesa:
era, insomma, un sagrestano ante litteram dotato, però, di
poteri gestionali o amministrativi.
Fra il 1550 e il 1600, nel fitto bosco che circondava la
chiesa di S. Nazzario, aveva trovato raccoglimento un santo
eremita, oggi conosciuto con il nome di Beato Gino da Lucca.
Di lui si narra un prodigio.
Una volta, essendo scoppiato un furioso incendio nella zona,
che i pochi contadini e boscaioli dei dintorni non riuscivano
a domare, l'eremita ebbe la visione della Madonna presso una
quercia, la quale gli rivelò una sorgente d'acqua che poteva
servire a spegnere le fiamme. Seguendo le indicazioni della
Madonna, l'eremita, coadiuvato dai boscaioli, poté domare il
fuoco e salvare il bosco dalla distruzione.
In segno di riconoscenza per l'intervento della Madonna, venne
costruita, sul luogo della sorgente,una cappellina, e il
pittore Bastiano Gherardi da Lucca vi dipinse l'immagine della
Madonna sulla parete sovrastante l'altare. Questa immagine
venne chiamata Madonna della Querce.
Diventata consistente la somma accantonata dai romiti con la
raccolta delle elemosine, con le "cerche", con gli interessi
maturati per mezzo dei prestiti concessi, nel 1637 venne
iniziata la ricostruzione ex novo della chiesa di S. Nazzario.
Nel 1639, il 2° giorno dopo Pentecoste , in occasione della
inaugurazione della nuova chiesa, vi venne traslato, sul
dossale dell'altar maggiore il muro ritagliato della Cellina
con l'affresco della Madonna della Querce. La chiesa diventò
subito meta di pellegrinaggi individuali e parrocchiali.
La Madonna apparve altre volte. L'ultima apparizione si ebbe
il 25 aprile 1651, festa di S. Marco. Si narra che un
ferocissimo lupo aveva assalito ed ucciso numerose persone
nella zona boschiva di Querce. Nessuno riusciva a scovarlo nel
fitto intrigo del bosco. Il duca Ferdinando II° vi spedì da
Vinci il proprio guardiacaccia con due provetti cacciatori.
Costoro, la mattina, prima di iniziare la battuta nel bosco,
si recarono in chiesa e, dopo aver ricevuto la Santa
Comunione, rivolsero una fervida preghiera di aiuto alla
Madonna. E questa si rivelò ai tre uomini e parlò loro
rassicurandoli sul buon esito della loro impresa. Inoltratisi
fiduciosi nel bosco, scorsero ad un tratto il lupo che stava
abbeverandosi ad una fonte. Avvicinatisi, lo centrarono in
pieno con alcuni con i colpi dei loro fucili. Quella fonte si
trova a poca distanza dalla chiesa ed è chiamata la fonte del
lupo.
Il 17 gennaio 1663 vennero istituite due Compagnie della
Santissima Madonna della Querce: quella delle consorelle con
14 iscritte e quella dei confratelli con 34 iscritti. Le
famiglie presenti a Querce erano cinquanta.
Le consorelle della Compagnia provvedevano al mantenimento
dell'altare della Madonna, preparavano le candele necessarie
per la festa della Candelora (2 febbraio) e procuravano il
pane e la stiacciata con anici e zafferano per la loro
distribuzione gratuita a tutti i parrocchiani in occasione del
Giovedì Santo.
I confratelli, invece, assistevano gli ammalati con due
infermieri, provvedevano al trasporto e alla sepoltura delle
salme con i loro 8 trasportatori, prendevano parte , in cappa,
al trasporto funebre delle consorelle morte, organizzavano le
feste, dirigevano le processioni e procuravano gli arredi per
la celebrazione dei riti.
Le Compagnie non surrogarono mai il ROMITO che continuò, fino
al 1800, ad amministrare le entrate della chiesa. A partire
dal 1800, la figura del romito, a Querce, venne soppiantata da
quella del sagrestano che era un semplice esecutore della
volontà del parroco.
Il 3 ottobre 1663 Querce venne elevata a parrocchia dal
vescovo di S. Miniato monsignor Mauro Corsi, ma non le fu
conferito il potere di battezzare i neonati che dovevano
essere portati a Fucecchio. Il primo parroco fu don Francesco
Peri.
A 32 anni di distanza, e precisamente nel 1695, anche la
parrocchia di Querce ebbe la facoltà di battezzare.
Nel 1951, 3° centenario della uccisione del lupo feroce, la
chiesa di Querce venne elevata a SANTUARIO.
Il titolare della chiesa di Querce è S. Nazzario martire la
cui festa cade il 28 luglio. Patrona della chiesa è invece la
Santissima Madonna della Querce.
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