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Querce delle Cerbaie (1800)

Le Cerbaie erano state fin dal Medioevo una inesauribile riserva di querce.
Padrone dei boschi e dei poderi delle Cerbaie era il Comune di Fucecchio.
I nostri amministratori era ben consapevoli del valore del legno di quercia. Il taglio delle querce veniva perciò programmato in maniera da non provocare mai un depauperamento di queste piante.
All'inizio del 1800 nelle Cerbaie del comune di Fucecchio non c'era più nemmeno una quercia. Tutte le querce erano state soppiantate dai pini selvatici. Perché?

Una legge del 1606 obbligava il nostro Comune a riservare le migliori querce all'Arsenale di Pisa per la fabbricazione e la riparazione delle galere (navi).
Nel 1771 erano state bollate per l'Arsenale 21.000 querce. Ogni anno, come risulta da un documento del 1719 venivano spedite mille querce bollate al maestro dell'Arsenale di Pisa ed altre all'Arsenale di Livorno. Non era facile reintegrarle nel giro di pochi anni. Ma dove erano finite le 21.000 querce bollate?
Qualcuna l'aveva venduta di contrabbando il Comune per supplire alle mancate entrate dei 193 poderi comunali delle Cerbaie causate dal crollo del prezzo del grano. Ma tutte le altre?
Il granduca Leopoldo I, con i decreti del 1769 e del 1774, aveva obbligato il nostro Comune, proprietario delle Cerbaie, a privatizzarle - cioè a venderle - entro il 1780. I nuovi padroni, non più vincolati da contratti con gli Arsenali di Pisa e di Livorno, avevano abbattuto le querce e le avevano sostituite con i pini selvatici che nel giro di pochissimi anni potevano essere abbattuti e venduti. I pini erano molto più convenienti delle querce e i guadagni erano molto più immediati.
Così finirono le Cerbaie e le sue querce.




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