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Prosternazione
mancata (1856)
Tutti gli anni un Collegiata si svolgevano due funzioni
religiose alle quali presenziavano anche le più alte autorità
comunali:
1- la funzione del RINGRAZIAMENTO che si faceva il 31 gennaio
alle ore 18;
2- la funzione di PROPIZIAZIONE che veniva effettuata il 1°
gennaio nel tardo pomeriggio.
Queste due funzioni liturgiche erano precedute dalla CERIMONIA
DI PROSTERNAZIONE che si svolgeva in sagrestia: i dieci
canonici del Capitolo della Collegiata dovevano prosternarsi
ai piedi dell'arciprete per riconoscerne l'autorità.
I nostri canonici, la sera del 31 dicembre 1856, elusero
questo cerimoniale anticipando così il loro ingresso nel coro,
dietro l'altar maggiore.
L'arciprete, arrabbiatissimo, fece celebrare la funzione di
Ringraziamento ad un altro sacerdote.
I canonici del Capitolo, che non amavano troppo l'arciprete,
omisero la prosternazione anche il 1° gennaio. L'arciprete
gridò:
- Se i canonici non vengono a prosternarsi, io non celebrerò
la funzione.
Autorità e fedeli attendevano con impazienza l'inizio della
funzione di Propiziazione. Più impazienti di rivelarono i
canonici che si trovavano in coro. Uno di loro si fece
coraggio e disse:
- La celebrerò io la funzione!
Il canonico andò in sagrestia a pararsi (vestirsi con gli
abiti liturgici). Non l'avesse mai fatto! L'arciprete lo
assalì con urla che si udivano rimbombare anche dentro la
chiesa stipata di fedeli.
Anche questa volta, l'arciprete fece celebrare la funzione ad
un altro sacerdote.
Nel frattempo le autorità e i fedeli avevano cominciato a
rumoreggiare e a protestare. Ce ne volle del tempo prima di
riportare un po' di calma all'interno della chiesa. |