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Proibizioni per i locali notturni (1756)

Fino a tutto il 1755 i locali di svago, detti comunemente "botteghe", erano rimasti aperti anche di notte senza limiti di orario.
Questi locali notturni favorivano i giochi d'azzardo e gli affari delle passeggiatrici.
Per ovviare a questi due inconvenienti da Firenze giunse un ordine tassativo:
E' proibita l'apertura notturna dei locali di svago.
I giocatori incalliti e le prostitute non se la presero più di tanto.
I primi andarono a giocare nelle abitazioni private; le seconde continuarono a svolgere la loro attività notturna all'aperto o in abitazioni di comodo e a procurare non poco lavoro ai giudici e ai pievani.
Giudici e pievani venivano sempre chiamati in causa per dirimere gli inevitabili dissidi familiari creati dall'attività delle prostitute.
Le corna hanno sempre alimentato tribunali e confessionali.




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