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Profughi
di Caporetto a Fucecchio (1917)
Il 24 ottobre 1917, mentre era in corso la Prima Guerra
Mondiale, l'esercito italiano subì la tremenda disfatta di
Caporetto. L'esodo delle popolazioni venete in fuga con
l'esercito italiano assunse delle dimensioni bibliche.
A novembre giunsero anche a Fucecchio un centinaio di
profughi. I fucecchiesi ancora una volta, di fronte alle
calamità, diedero prova della loro generosità, della loro
solidarietà e di tutta la loro disponibilità.
Il sindaco Emilio Bassi si fece in quattro per assicurare a
tutti i profughi un alloggio decoroso ed il vitto quotidiano.
Ricchi e poveri fornirono indumenti, biancheria, calzature,
stanze sfitte, arredi, stoviglie, batterie da cucina.
Leandra Briganti, Virginia Frediani Doddoli e Tommaso Corsi,
testimoni diretti di questo drammatico evento, hanno narrato
episodi indimenticabili.
Commovente l'episodio narrato da Tommaso Corsi che dobbiamo
così sintetizzare:
Prima di Natale una carrozza si fermò nell'aia della casa
colonica Corsi in via Mistieta (quella dove oggi abita il
veterinario Biondi). Ne discese una profuga. Era la fidanzata
del fratello di Tommaso, il tenente Pietro Corsi morto nel
maggio 1917.
La fidanzata, una maestra elementare, riaprì con la sua
presenza la piaga della famiglia Corsi che avrebbe voluto
tenerla con sé per sempre.
A sera, la maestrina ripartì per Firenze dove le era stato
assegnato un alloggio ed un posto di lavoro. |