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Processo al Podestà (1680)

Tutti i Podestà, al termine del loro mandato che durava sei mesi, venivano sottoposti a sindacato cioè a giudizio: venivano giudicati.
Il 17 luglio 1680 iniziò "il sindacato" contro l'uscente podestà Arrigo Ciardi e sua corte.
Qualche giorno prima del processo, il banditore ufficiale leggeva ad alta voce sotto l'immagine di S. Cristoforo l'ordine dei sindaci del Comune diretto a "qualsivoglia persona" che nei giorni 17, 18 e 19 luglio si sarebbe fatto sindacato (processo) contro il Podestà e sua corte: ciò per chi avesse avuto qualche lagnanza da fare contro di essi.
I querelanti avrebbero dovuto presentarsi al solito banco della Cancelleria (palazzo comunale) davanti ai sindaci che svolgevano il ruolo dei giudici.
Dovettero essere in molti a querelare l'operato del Ciardi e del suo cancelliere Filippo Pieralli se risultarono essere "ministri poco osservanti delle leggi e dei bandi di S.A.R."
Il Podestà e il suo cancelliere avevano pernottato fuori di Fucecchio senza la debita licenza ed avevano fatto estorsioni prendendosi diritti che non avevano. Inoltre avevano condannato i giusti ed assolto i rei. Avevano ricoperto la carica senza il dovuto il dovuto decoro ed avevano commesso azioni ripugnanti alla Giustizia e agli Statuti.
Il popolo, nel frattempo, aveva inscenato una rumorosa protesta.
Il 20 luglio, bontà sua, Arrigo Ciardi poté lasciare Fucecchio.




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