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Pretura
di Fucecchio: soppressione (1925)
Nella primavera del 1925 Fucecchio venne raggiunto
dall'ordinanza ministeriale che prescriveva la soppressione
della Pretura e degli Uffici del Registro, delle Imposte e del
Catasto.
La popolazione allibì. L'Amministrazione Comunale non si
allertò per tentare il ripristino degli uffici soppressi. Gli
assessori Boari e Manetti vennero apertamente accusati di
connivenza con il Governo di Roma per interessi personali. I
due assessori rassegnarono le dimissioni che , però, vennero
respinte.
Anche nella riunione consiliare del 10 maggio 1925 furono
respinte le dimissioni ripresentate dai due assessori.
Nella riunione del 10 giugno 1925 si dimisero tutti i membri
della giunta, sindaco compreso. Questa volta il Consiglio
Comunale non le respinse.
Al sindaco Piero Bassi subentrò Giuseppe Montanelli, titolare
di una farmacia e perciò impossibilitato a ricoprire la carica
di sindaco. Il Montanelli dovette accontentarsi della
qualifica di "facente funzione".
Per quietare le polemiche sulla soppressione della Pretura e
degli altri Uffici, il Montanelli andò a Firenze dal capo del
fascismo toscano, Giovanni Marchi. Lo mise al corrente del
malumore della popolazione, della crisi in comune e della sua
intenzione di recarsi a Roma e di inoltrare una protesta.
Il Marchi lo dissuase e scrisse, in sua presenza, una lettera
che il Montanelli avrebbe dovuto leggere in Consiglio
Comunale. Questo il testo:
" In merito a quanto mi ha comunicato circa la situazione
creatasi a Fucecchio dopo la nuova sistemazione amministrativa
della Toscana, debbo francamente sconsigliare di recarsi a
Roma, anche perché questi sono gli ordini del partito.
Contemporaneamente le assicuro che ho già avuto un colloquio
col prefetto perché Fucecchio non venga diminuito della sua
qualità di centro del Mandamento, il quale, anche per
necessità amministrative, dovrà essere ricostituito. La prego
di raccomandare ai suoi amministrati che solo rimanendo
disciplinati ed ubbidienti sarà facilitato il mio compito
nell'interesse della patriottica cittadina.
E la patriottica cittadina rimase e rimarrà per sempre orfana
di Pretura e degli altri Uffici. |