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Pretura di Fucecchio: in pericolo (primo) - 1881

Nel 1780 il nostro paese fu elevato al rango di Regio Vicariato. La sede del Vicariato fu allestita nel Palazzo Pretorio di piazza Vittorio Veneto.
Il Vicariato diventò operativo nel 1783. Il suo ambito territoriale comprendeva i comuni di Fucecchio, Vinci, Cerreto Guidi, Santa Croce, Castelfranco, Santa Maria a Monte e Montecalvoli.
Dopo l'annessione della Toscana al Regno di Sardegna (1860) e poi al Regno d'Italia (1861) il Vicariato assunse la denominazione di Pretura.
La Pretura rimase installata nel Palazzo Pretorio fino al 1883.
Il 15 giugno 1881, due anni prima che la Pretura fosse trasferita nel palazzo di piazza Vittorio Veneto che attualmente ospita il Liceo Scientifico, si svolse nel palazzo comunale di via Lamarmora una seduta straordinaria del Consiglio Comunale. In quella seduta i nostri amministratori cercarono di scongiurare il tiro mancino giocatoci dal comune di Castelfranco.
Castelfranco aveva chiesto di diventare sede di un Mandamento (Pretura) di cui avrebbero dovuto far parte anche S. Croce e Santa Maria a Monte. Se la richiesta di Castelfranco fosse stata accolta, la Pretura di Fucecchio sarebbe automaticamente decaduta e per la ristrettezza del suo ambito territoriale e per la l'insufficienza numerica dei suoi abitanti.
Nel 1868 i comuni di Vinci e Cerreto Guidi erano stati inseriti nel Mandamento di Empoli.
Nel 1881, anno del censimento, il nostro Mandamento contava 29.079 abitanti. Se si fosse verificato l'esodo dei comuni di Castelfranco, Santa Croce e Santa Maria a Monte, il numero degli abitanti del nostro Mandamento si sarebbe abbassato a 11.105 unità.
Il Consiglio Comunale, nella seduta del 15 giugno 1881, non si limitò a deplorare l'iniziativa del Comune di Castelfranco, ma corse subito ai ripari mobilitando tutti i suoi notabili ed avanzando immediatamente ricorso al Parlamento del Regno d'Italia.
Il Parlamento accolse il nostro ricorso e così il pericolo della estinzione del nostro Mandamento fu scongiurato. E il nostro sindaco Emilio Foggini tornò a sorridere.
- Maledetto il Papa e Leopoldo II° che hanno messo le feste!




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