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Prete antigranducale (1850)

Nel luglio del 1849, dopo il crollo della Repubblica Toscana, il granduca Leopoldo II° rientrò dall'esilio di Gaeta.
La polizia granducale venne allertata perché si temevano sommosse e soprattutto la formazione di movimenti sovversivi.
Nel febbraio del 1850 al Delegato di Governo di Fucecchio (questore di polizia politica) venne assegnato, come sede, il Palazzo Comparini, ex Galleni.
Al Delegato competeva la vigilanza anche nei comuni del Vicariato: Fucecchio, Vinci, Cerreto Guidi, Santa Croce, Santa Maria a Monte, Castelfranco e Montecalvoli. La situazione in tutto il territorio del Vicariato era molto tranquilla.
L'unica voce di dissenso - ma era soltanto una voce e non un movimento clandestino - era quella del parroco di Stabbia nel comune di Cerreto Guidi.
Il 2 settembre 1850, festa di S. Stefano re d'Ungheria, il parroco di Stabbia, rivolto ai fedeli, sentenziò:
- Questa mattina ricorre la festa di questi porci Re. Se dovessi pregare per l'imperatore rinnegherei prima Cristo.
Un giorno, trovandosi in casa di un certo fattore, rinnegò il Governo ed esaltò la Repubblica.
Una volta, prima di una cerimonia, gridò al sagrestano:
- Maledetto il Papa e Leopoldo II° che hanno messo le feste!

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