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Peste
(la) nel 1767
Alle epidemie di peste
del 1763 e del 1765 seguì quella più pesante del 1767. Il
granduca Leopoldo I si rese conto che la situazione era
aggravata dall'indigenza dei suoi sudditi che venivano uccisi
sia dalla peste che dalla fame. Per ovviare almeno agli
inconvenienti della fame, Leopoldo I° concesse sussidi
finanziari ai sudditi più bisognosi.
Questa forma di assistenza durò pochissimo tempo perché
l'imperatore d'Austria, fratello del nostro granduca, pretese
dalla Toscana l'astronomica somma di 2 milioni di fiorini. Per
questa ragione l'assistenza ai miserabili venne tagliata
immediatamente.
All'epidemia della peste si aggiunsero quindi le sciagure
della miseria e della fame.
A Fucecchio soltanto le Compagnie della Madonna della Croce e
di S. Giovanni Battista poterono aiutare i poveri. La
Compagnia della Madonna della Croce distribuì sotto forma di
sussidi 400 scudi; quella di S. Giovanni distribuì alimenti e
aprì le porte del proprio ospedale alle persone più povere.
Il granduca, non potendo elargire quattrini, incoraggiò la
ripresa agricola concedendo molte esenzioni fiscali. Inoltre,
per conoscere meglio le condizioni dei suoi sudditi volle
visitare minuziosamente paesi, campagne e città della Toscana;
ma dopo che l'epidemia di peste era finita. |