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Partito Socialista Italiano - P.S.I. (1892)

Questo movimento politico venne fondato al Congresso di Genova da Filippo Turati, Andrea Costa e Gregorio Agnini.
Anche a Fucecchio venne costituita una sezione del Partito Socialista. Ne furono promotori e fondatori Lelio Simoncini, Virgilio Papini, Alessandro Mariotti e Benvenuti Paolo.
Nel 1893, in occasione delle Elezioni Comunali, la sezione locale del partito socialista presentò come proprio candidato uno dei suoi fondatori, l'ex garibaldino Lelio Simoncini. Il Simoncini non venne eletto.
A Fucecchio il partito socialista raccoglieva il consenso del mondo del lavoro, ma non riusciva mai a piazzare nemmeno un suo rappresentante nel Consiglio Comunale. La ragione era semplicissima: i lavoratori erano esclusi dal voto. Soltanto nel 1913 venne approvato dal Parlamento Italiano il suffragio universale, anche se limitato al mondo maschile.
In occasione delle elezioni comunali del 1908 i socialisti aderirono inizialmente ad una LISTA DI UNIONE POPOLARE da cui però si ritirarono quasi subito. Presentarono allora una lista di minoranza unitamente al Partito Democratico Anticlericale nato da poco. Di questa lista non venne eletto nessuno.
Questo ennesimo insuccesso elettorale provocò, in campo giovanile, una divisione che approdò alla costituzione di due sezioni socialiste: quella riformista e quella massimalista diretta da Gaetano Pacchi.
I socialisti fucecchiesi trovavano mine dappertutto: quella dell'ala massimalista; quella del sindacalismo rivoluzionario in aperta concorrenza con i socialisti per quanto concerneva le rivendicazioni della classe operaia; quella degli anticlericali che con le loro manifestazioni seminavano il panico e soprattutto una irriducibile idiosincrasia nei confronti dei "rossi", i socialisti.

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