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Partito Nazionale Fascista (nascita della sezione locale) - 1921

Il 30 marzo 1921 venne fondata anche a Fucecchio una sezione del Partito Nazionale Fascista. La sua prima sede era posta in via Dante.
Alle sezione locale di Fucecchio aderirono agrari, professionisti, commercianti, titolari di esercizi di vendita e alcuni elementi del sottoproletariato.
Gli iscritti al P.N.F. di Fucecchio, inorgogliti dal successo elettorale riportato in aprile in occasione delle Elezioni Politiche Nazionali (1712 voti fascisti contro i 1070 dei socialisti e i 44 dei comunisti), organizzarono le squadracce punitive comandate dai fratelli Mori di Gavena. Le armi predilette delle squadracce erano il bastone e l'olio di ricino.
Gli episodi di violenza di cui le squadracce fasciste si resero protagoniste sia a Fucecchio sia nei comuni vicini sono innumerevoli. Questi gli episodi più significativi riportati da Riccardo Cardellicchio nel suo libro LO CHIAMAVANO LITTORIO.

1- Bruno Masani, incolpato di avere strappato la coccarda tricolore dal petto di due ragazze, venne selvaggiamente bastonato nel bar di Argene. Il Masani andò a denunciare i due bastonatori: Adriano Mori e Giovanni Filippi. L'uomo pestato nel bar di Argene fu convocato alla Casa del Fascio. Il Micheletti lo minacciò:
- O ritiri la denuncia o finirai affogato nel pozzo nero. Il Masani ritirò la denuncia.

2- Tutti i fondatori del PCI locale vennero bastonati e poi purgati con l'olio di ricino.

3- Tutti gli arredi della casa di Angiolo Cecconi, l'ex sindaco socialista, vennero venduti all'asta, in piazza, di mercoledì.

4- Olinto del Gronchio dovette dar l'addio alla attività sindacale.

5- Alla moglie di Paolo Benvenuti venne spezzato un braccio.

6- Alcune operaie della SAFFA sospettate di nutrire simpatie per i partiti di sinistra vennero cacciate dalla fabbrica a suon di bastonate.

7- La nonna e il nonno di Spartaco Pascucci furono selvaggiamente bastonati di notte nella loro abitazione. La nonna ebbe due costole incrinate e sette punti in testa; il nonno dovette essere ricoverato in ospedale dove rimase per un mese.

8- A Emilio Sabatini, l'11 maggio 1921, fu ingiunto di non vendere più l'AVANTI, il giornale dei socialisti.




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