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Palio delle
Contrade Città di Fucecchio (1981)
Il gruppo di Donatori di Sangue
Fratres organizzava tutti gli anni delle feste per la propria
associazione al fine di propagandare la donazione del sangue.
Nel 1980, su proposta di Francesco Ghimenti, i Fratres
organizzarono una corsa di pony che si svolse lungo la via
Giosuè Carducci.
Nel 1981 i Fratres diedero vita al Palio delle Contrade. Si
optò per la corsa con i cavalli a sella, fu diviso il Comune
in Contrade e venne istituito il Corteo Storico.
Il presidente dei Fratres, Tommaso Cardini, e l'avvocato
Adriano Lotti, esperto di araldica e cultore delle memorie
storiche, tracciarono i confini territoriali delle 12
Contrade, studiarono i colori per ognuna di esse e ne
disegnarono gli stemmi.
Il Corteo Storico, dopo un inizio quasi carnevalesco, nella
metà degli anni '80 fu reso più omogeneo per effetto di un
Regolamento nel quale veniva fissato il periodo storico al
quale fare riferimento per i costumi da usare nella sfilata.
Furono eliminate le selle e prese il via il Palio corso a
pelo, del tutto simile a quello di Siena.
Dal 1994 l'organizzazione e la gestione del Palio è stata
affidata ad un Comitato presieduto, nominalmente, dal sindaco
del Comune di Fucecchio, e del quale fanno parte i Fratres e i
rappresentanti delle contrade. Questo nuovo Comitato di
gestione ha impresso una svolta al Palio che ne potrebbe
compromettere la sopravvivenza. All'origine del malcontento
suscitato nella dirigenza delle Contrade e nella popolazione è
il nuovo percorso del Corteo Storico adottato dal nuovo
Comitato di gestione.
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Ogni
anno a Fucecchio, si corre il Palio delle Contrade.
Questa importantissima quanto antica manifestazione è
nata come rievocazione di una Contesa tenutasi a
Fucecchio intorno all'anno 1200. L'ultimo Palio, secondo
i documenti che si trovano tutt'oggi nell'archivio
storico locale, fu disputato il 14 Giugno del 1863, da
allora avvenne il definitivo seppellimento della Giostra
fino ad arrivare ai giorni nostri, allorché le dodici
Contrade danno vita nella Buca a questa antichissima
disfida. |
Dalla sua rinascita si è
assistito ad un continuo crescendo di entusiasmo ed interesse,
tanto da rivestire un ruolo primario nella vita quotidiana di
ciascun fucecchiese e nelle manifestazioni storiche della
Toscana. Alla sua affermazione e notorietà ha contribuito in
maniera innegabile la Sfilata Storica che, con i suoi 1000
figuranti in abiti medievali, vale da sola una visita a
Fucecchio nel giorno del Palio. La corsa invece è l’atto
principale del Palio, tutti i migliori fantini del Palio di
Siena hanno corso nella "Buca" per aggiudicarsi l'ambito
Cencio. Naturalmente il giorno in cui si corre il Palio è
solamente uno, ma non per i fucecchiesi, per i quali la parola
Palio vuol dire vita di Contrada, che dura tutto l'anno. Il
Palio è un'insieme di sentimenti: è passione, è gioia, è
dolore, è una droga che ti scorre nelle vene, che ti rende
incapace di vedere ed accettare la realtà nella sua dimensione
reale, è una febbre costante che sale vertiginosamente e
raggiunge il suo culmine durante la settimana paliesca.
La settimana paliesca inizia con la Presentazione del Cencio
che verrà conteso nella Buca.
La sera successiva il programma prevede la "Tratta", ovvero
l'assegnazione dei cavalli alle Contrade tramite sorteggio,
un' appuntamento da non perdere assolutamente dove il destino
del Palio, per ciascuna Contrada passa da lì, una serata in
cui trepidano i cuori, in cui la fanno da padrone scongiuri e
preghiere, dove i contradaioli sono tutti riuniti sotto i
colori della propria bandiera, pregando che la sorte non gli
sia avversa, e con la speranza che la propria Contrada venga
baciata dalla fortuna facendogli toccare in sorte un buon
cavallo, mentre alla Contrada nemica vada in sorte un
"cavalluccio", cioè un cavallo che non gode dei favori del
pronostico. Poi, dopo il sorteggio, nelle Contrade baciate
dalla fortuna c'è aria di festa e lacrime di gioia, mentre
nelle altre c'è rabbia, sconforto, e scetticismo sulle
probabilità di vittoria. Nei due giorni successivi vengono
svolte nella "Buca", le prove pre-Palio.
Si arriva così al giorno della Vigilia, considerato da molti
il giorno più bello, più magico, quello dell'attesa
spasmodica, che inizia al mattino con la cerimonia di
Presentazione dei Fantini, i quali alla presenza del Sindaco e
dei rappresentanti del Comitato del Palio, ufficializzano con
le loro firme le "monte" per le rispettive Contrade che li
hanno ingaggiati.
Durante il pomeriggio ciascuna Contrada nella propria Chiesa,
celebra la Benedizione del cavallo e del fantino.
Alla sera, ogni contradaiolo è presente alla Cena della
Vigilia, che si tiene in strada davanti alla sede di Contrada.
E’ uno scenario unico, tavolate lunghissime allestite e
addobbate con i colori ufficiali, c'è aria di festa ovunque, è
un'atmosfera magica, tutti cantano per scaricare la tensione e
la paura, cercando di motivare il più possibile il proprio
fantino, e brindano invocando la vittoria; una serata
sensazionale che prosegue fino a notte fonda con canti e
balli, e che ci introduce così nel giorno più lungo, il giorno
più atteso, quello del Palio.
E’ proprio un giorno da non perdere fin dal mattino, allorché
prende vita fra le vie del centro la Sfilata Storica, una cosa
veramente entusiasmante per la moltitudine dei colori, per la
bellezza dei figuranti, ma soprattutto degli abiti in stile
medioevale, creati ad arte dalle sarte di Contrada su tessuti
pregiati e ricamati scrupolosamente nei minimi particolari.
La Sfilata termina nel centro storico, nell'antica Piazza
Grande, oggi Piazza Vittorio Veneto, dove in uno scenario
alquanto suggestivo, viene celebrata sulla scalinata della
Collegiata, la cerimonia di Benedizione del Popolo, durante la
quale il Sindaco affida al Capitano del Popolo, il Cencio che
dovrà custodire fino al momento in cui ne verrà fatta consegna
alla Contrada vincitrice.
  
momenti della sfilata storica
Eccoci così alla resa dei conti, al verdetto crudele che verrà
dato dalla "Buca", che farà conoscere il nome della Contrada
che potrà portare fra le mura amiche l'ambito Cencio.

la Buca del Palio
L'ovale della Buca è incorniciato da una tavolozza di colori,
che distinguono i settori delle varie Contrade.
Quanto soffra il contradaiolo in quelle ore è impressionante,
a dirlo basterà il fatto che in quegli istanti in cui i
cavalli fanno il loro ingresso fra i canapi, molti di loro non
ce la fanno nemmeno a guardare la partenza, tengono gli occhi
chiusi, si stringono l'uni agli altri, si inchinano sulle
ginocchia tremolanti e con le lacrime agli occhi piene di
tensione. L'intera Buca è tutta rivolta verso i due canapi,
verso la "mossa", la corsa è brevissima ma interminabile allo
stesso tempo, i cavalli montati a pelo dai fantini devono
percorrere tre giri di pista. Quel minuto tanto atteso,
preparato, immaginato, sognato per un anno da un'intera città,
esplode poi con furore liberatorio. Quando il cavallo di
"rincorsa" entra tra i canapi la mossa è "bona", e i cavalli
partono come fossero una cometa variopinta, il loro furioso
galoppo lo si sente sotto i piedi, ma non lo si ode perché
viene sommerso da un'impressionante urlio che dura
incessantemente per tutta la corsa. Una corsa potente e
segreta che porta con se i sogni dei contradaioli.

momenti delle corse per la
conquista del "Cencio"
Una sola Contrada uscirà dalla Buca a testa alta, per gli
altri, gli sconfitti non ci saranno posti d'onore ma solo
lacrime di disperazione perché quel sogno tanto atteso è
svanito ancora una volta. Pochi secondi e tutto è compiuto,
l'invasione di pista da parte della Contrada vincitrice è
totale, attimi indimenticabili per chi li vive, verso quel
premio tanto agognato che rappresenta la Vittoria, il Cencio.
Si può cercare di capire, solamente vivendolo di
persona, tutto questo ed altro ancora che non è possibile
descrivere con le parole. Questo in breve, è il Palio delle
Contrade Città di Fucecchio.


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