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Pace di Fucecchio (1293)

Gli esseri umani non si esaltano nella concordia bensì nella lite e nella guerra.
Negli ultimi decenni del XIII° secolo anche in Toscana, divisa in guelfi e ghibellini, ci si sbranava nel senso letterale della parola.
Pisa era la città che più di ogni altra eccitava all'odio e alla vendetta. L'Arcivescovo Ruggeri di Pisa, ad esempio, aveva fatto morire di fame, in una torre, il conte Ugolino e i due nipotini. Questo delitto aveva scosso tutta la Toscana.
Il genero del conte Ugolino, Nino Visconti, riuscì a coalizzare contro Pisa non solo Lucca, Firenze e Genova , ma anche tutti i fuorusciti guelfi.
Scoppiò così una ennesima guerra. Le sorti di questa guerra furono inizialmente favorevoli alla coalizione di Nino Visconti e successivamente a Pisa che aveva affidato il comando del suo esercito a Guido da Montefeltro.
Esauste, entrambe le parti accolsero favorevolmente la proposta di trattative per stipulare una PACE.
Il 12 luglio 1293 tutti gli ambasciatori delle città e delle terre partecipanti alla guerra sottoscrissero la PACE DI FUCECCHIO. Il trattato fu stipulato e giurato solennemente sui Vangeli nella Pieve di S. Giovanni di Fucecchio.
Questi sono alcuni punti salienti del trattato:
1- I pisani dovevano licenziare subito il capo del loro esercito, Guido da Montefeltro.
2- I guelfi dovevano tornare nel pieno godimento dei loro beni.
3- I lucchesi e i fiorentini dovevano essere esentati dal pagamento di tasse nelle attività mercantili con Pisa.

Allo scopo di perpetuare la memoria di questo eccezionale avvenimento, il nostro Comune deliberò di far affrescare sulla facciata del palazzo comunale l'immagine di S. Cristoforo quale simbolo perenne di pace. Deliberò inoltre che gli atti più importanti della nostra vita pubblica dovevano essere sottoscritti o giurati sotto quella immagine.




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