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Ospedale di S.
Pietro Igneo (la nascita) - 1855
Nel 1830 a Fucecchio
troppa gente,specialmente bambini, moriva per mancanza di
cure. Troppi miserabili erano costretti a consumare la loro
breve esistenza nei tuguri del Cassero, di Gattavaia, delle
Greppe, di Cammullia, di Valdarnese, degli Ortacci..
Il canonico Gaetano Maria Rosati, insegnante di lettere nella
Scuola Superiore di Fucecchio, cancelliere del Capitolo della
Collegiata e futuro parroco della istituenda parrocchia di S.
Maria delle Vedute, nel 1834 cominciò ad ospitare in una sua
stanza, in prossimità di piazza Montanelli, qualche infermo
molto povero e ve lo tratteneva gratuitamente fino alla
guarigione.
Molti infermi miserabili bussarono alla porta di quella stanza
che ben presto si rivelò troppo piccola. Fu allora che maturò
nel canonico Rosati l'idea di costruire un vero e proprio
ospedale.
Nel luglio 1836, quando il nostro Giuseppe Montanelli aveva 23
anni, il canonico riuscì a far firmare a 57 possidenti di
Fucecchio un Atto Notarile con cui ognuno dei firmatari si
impegnava a versare una quota destinata ad erigere il futuro
ospedale di Fucecchio.
Un anno dopo, nel 1837, i 57 notabili si riunirono in una sala
del Palazzo Pretorio e concessero pieno mandato, per la
costruzione dell'ospedale, al canonico Gaetano Maria Rosati, a
Niccodemo Trivellini e a Giovanni Bardzsky.
Il primo problema affrontato dai tre fu quello della
ubicazione dell'ospedale: chi lo voleva in collina e chi in
pianura.
Il 4 gennaio 1838 venne scelta la località in cresta al colle,
un luogo detto il Convento (in prossimità del soppresso
Convento delle monache di S. Andrea) dove si trovavano gli
orti dei fratelli Montanelli e di Domenico Comparini.
Due mesi dopo, gli ingegneri Giovanni Domenico Guidi e
Vincenzo Banti presentarono il progetto dell'Ospedale.
Il 14 giugno 1838 iniziò la costruzione del nosocomio.
Il canonico Rosati credeva che l'ospedale potesse essere
costruito nel volgere di due anni; ma fu una pia illusione.
Sopraggiunsero enormi difficoltà finanziarie e i tre
incaricati cercarono di superarle con questue settimanali sia
nel capoluogo che in campagna, specialmente nel periodo dei
raccolti. L'Amministrazione comunale si mostrò scopertamente
disinteressata all'iniziativa.
Nel 1855, mentre il nostro Giuseppe si trovava in esilio a
Parigi, la nostra Fucecchio fu colpita da una epidemia di
colera. Il Comune chiese di poter ricoverare gli ammalati di
colera in quella parte di ospedale che era già pronta. I tre
non dissero di no, anzi..
Il 7 ottobre 1855, con una cerimonia semplice ed affrettata,
in anticipo sui tempi previsti, vennero aperti il seminterrato
ed il piano terra dell'ospedale intitolato a S. Pietro Igneo
per ospitarvi i colpiti dal colera.
L'inaugurazione ufficiale si svolse nel marzo del 1857. |