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Ospedale di S.
Margherita martire (1294)
L'arcivescovo Ruffino, di
Fucecchio, sia nel testamento che nel suo codicillo del 22
settembre 1294 destinò cospicui fondi per la fondazione ed il
mantenimento di un ospedale da realizzarsi nelle stanze di un
suo palazzo posto nell'angolo fra piazza Montanelli e via
Nazario Sauro.
Le dotazioni che avrebbero dovuto garantire una durata
plurisecolare a questo ospedale furono ragguardevoli:
- il palazzo di Ruffino
- 200 fiorini d'oro
- il castello di Nischieta (Castellare) con tutti i suoi
appezzamenti di terreno agricolo
- le case grandi e piccole che possedeva in Fucecchio
- una parte dei beni che si trovavano in Toscana
La pia intenzione dell'arcivescovo Ruffino non venne però
rispettata.
Invece di un ospedale a sollievo dei sofferenti, nel
fabbricato indicato da Ruffino furono aperte una locanda e una
osteria. In prossimità del palazzo di Ruffino vennero eretti
soltanto la chiesina di S. Margherita martire e uno spedalino,
cioè un ospizio riservato a 4-6 vecchie che vivevano
mendicando.
Chi mandò a monte le volontà testamentarie dell'Arcivescovo
Ruffino?
Furono le monache di Gattaiola di Lucca. Con un compromesso
rogato il 6 aprile 1301 riuscirono ad entrare in possesso sia
del fabbricato che era stato destinato a diventare ospedale
sia del terreno ad esso adiacente.
Nel 1448 il Vescovo di Lucca affidò i beni di Ruffino a
Giovanni Capponi, Maestro della Magione di Altopascio, essendo
l'ospedale in rovina e i suoi beni dilapidati.
Nel 1644 la Fondazione Ruffiniana passò ai marchesi Corsini.
I Corsini, consapevoli dei vincoli morali legati a quella
parte del patrimonio che veniva dall'eredità di Ruffino,
instaurarono la tradizione di distribuire 12 staia di grano ai
poveri ogni anno, il 20 luglio, per la ricorrenza di S.
Margherita martire. |