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Organo della
Collegiata (1850)
La Collegiata venne
inaugurata il 3 ottobre 1787.
Per non sobbarcarsi ulteriori spese venne fatto rimontare il
vecchio organo, un Tronci, che si trovava nella vecchia
Collegiata.
Nel 1845 le condizioni di quest'organo erano veramente
indecenti.
Il Capitolo della Collegiata, sollecitato dai fedeli e da
alcune Compagnie deliberò di installarne uno nuovo nella
cantoria sopra il portone della chiesa.
Vennero interpellate tre ditte:
- gli eredi Tronci
- i fratelli Agati
- il Ducci
I più affidabili e bravi erano i fratelli Agati, ma i loro
preventivi parvero troppo elevati. Però gli Agati erano una
garanzia.
Nel 1846 il Capitolo deliberò di acquistare un organo dei
fratelli Agati. L'impresario fece sapere che occorrevano 1300
scudi.
Il capitolo procrastinò di qualche l'acquisto dell'organo.
Nel 1849 il Capitolo si trovava a corto di soldi. La Compagnia
di S. Candido si dichiarò disposta a sostenere un'alta
percentuale della spesa per l'acquisto di un Agati. Il
Capitolo chiese allora ai fratelli Agati se era possibile
installare nella Collegiata un organo molto meno costoso. Gli
Agati mostrarono al Capitolo un modello d'organo che sarebbe
costato soltanto 700 scudi.Il Capitolo firmò allora il
contratto d'acquisto dell'organo da 700 scudi.
I fratelli Agati si misero subito al lavoro. L'organo, nel
dicembre del 1849, era già pronto. E proprio nel mese di
dicembre l'Agati fu colpito da una seria malattia che lo
costrinse a procrastinare l'inaugurazione dell'organo.
L'inaugurazione ebbe luogo la domenica del 29 gennaio 1850. Vi
si esibì il M° Emilio Conti. La spesa per l'acquisto
dell'organo fu quasi interamente coperta dalla Compagnia di S.
Candido.
Negli anni '60 e '70 l'organo della Collegiata restava muto
per lunghissimi periodi. Non era facile trovare un organista e
un paio di persone disposte a tirare i mantici per insufflare
aria nelle canne dell'organo. Inoltre non era comodo ed
agevole raggiungere la cantoria posta sopra la bussola della
porta d'ingresso. Ai fedeli più maturi d'età non restava che
il ricordo nostalgico degli ultimi due organisti: Antonio
Guasqui, detto Tonino di Trana, e don Giuseppe Marradi, detto
il Nanetto.
Nel 1975 arrivò l'arciprete don Idilio Lazzeri, un valente ed
appassionato organista. Purtroppo non poteva dividersi in due:
suonare e contemporaneamente officiare. Con un atto di
coraggio decise di elettrificare l'organo (non ci sarebbe
stato più bisogno dei tiratori di mantici surrogati da un
motore elettrico) e di spostare la consolle con le tastiere
nel transetto, a sinistra dell'altar maggiore (l'organista non
era più obbligato a salire nella cantoria).
Il lavoro di elettrificazione e di spostamento delle tastiere
venne effettuato dalla Ditta Chichi Rosario e figli.
L'organo restaurato ed elettrificato venne inaugurato il 18
giugno 1977. |