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Oratorio e ospedale
di S. Margherita martire (1294)
Il 22
settembre 1294, il fucecchiese Ruffino Lettieri, eletto fresco
fresco arcivescovo di Milano, fece testamento.
Per assicurare il mantenimento dell'ospedale e della chiesa di
S. Margherita martire, da lui fondati, lasciò a coloro che li
avrebbero gestiti il Castello di Nischieta con terre, vigne e
rendite e altre case in Fucecchio.
Inoltre vincolò i suoi eredi ad erogare annualmente somme in
denaro a vantaggio dell'ospedale.
Il Maestro della Casa ed il Priore dei frati predicatori di
Lucca furono incaricati di designare gli ospitalieri e i
cappellani che si sarebbero alternati nella cura
dell'ospedale.
Il Maestro ed il Priore avrebbero dovuto ascoltare anche il
parere di Enrico da Fucecchio.
Dell'ospedale od ospizio, formato da due camere, una grande
con 16 letti riservati ai poveri ed una piccola con 4 letti
riservati ai frati predicatori di Lucca non è rimasta che
l'intitolazione di un vicolo sulla destra della
chiesa-oratorio di S. Margherita: Vicolo dello Spedalino.
Della chiesa di S. Margherita è rimasto, invece, il fabbricato
posto sulla biforcazione di via Machiavelli e via Donateschi.
Questa chiesa è stata officiata fino agli inizi del 1900.
Prima che fosse ridotta, verso il 1910, a negozio di drogheria
e ferramenta, la chiesa assolse ad un'altra pietosa funzione:
d'estate diventava la stanza mortuaria per gli affogati nelle
acque dell'Arno: da qui la nuova intitolazione di Chiesa degli
affogati.
In questo ultimo decennio il fabbricato dell'antica chiesa di
S. Margherita martire ha ospitato un negozio di antiquariato,
la Bancarella, e una Enoteca, Il Cipresso. |