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Oratorio di S.
Giobbe, detto anche della Madonna dell'Umiltà (1617)
Era posto in
fondo a Via Mario Sbrilli, l'ultimo fabbricato sul lato
destro, in prossimità dell'antico pozzo ora coperto. Esso
veniva chiamato anche Oratorio della Madonna dell'Umiltà e
comprendeva una cappella con altare in pietra serena e una
stanza mortuaria. Davanti alla chiesetta c'era una tettoia.
L'Oratorio era del Comune, come risulta da una delibera del 15
agosto 1617.
Nel 1770 detto Oratorio disponeva anche di una custode.
Il 10 aprile 1773 esso fu meta di una grande processione. Il
vescovo e il Capitolo della Collegiata, infatti, si portarono
processionalmente all'Oratorio di S. Giobbe per riconsacrare
l'altare che era stato discostato dal muro di tre braccia a
causa dell'umidità che filtrava dalle pareti. Il paese intero
si parò a festa. E tale festa fu allietata da una decisione
del granduca Leopoldo che proibiva di fare i funerali fuori
della propria parrocchia. Ciò stava a significare che sia i
frati neri del Poggio Salamartano sia i frati di Piazza La
Vergine non potevano officiare più i funerali e che quindi gli
introiti di tali servizi sarebbero stati intascati dai
sacerdoti della Collegiata.
Il 23 luglio1789 il Comune, per poter estinguere gli onerosi
debiti contratti per la costruzione della nuova Collegiata
(1787) e per far fronte alle spese da sopportare per gli Studi
sulla Bonifica del Padule deliberò di vendere anche l'Oratorio
di S Giobbe: entro il mese di febbraio del 1790 il nostro
Comune doveva restituire al Monte di Pietà la ragguardevole
somma di mille scudi.
L'Oratorio e l'annessa stanza mortuaria furono venduti per 150
scudi al fucecchiese signor Banti.
L'Oratorio era già stato sconsacrato dall'arciprete della
Collegiata il 14 agosto 1786 su ordine impartito dal vescovo
di S. Miniato il 1° agosto 1786. |