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Noleggio paramenti
liturgici (1702)
Nel 1700 i frati neri di S. Salvatore noleggiavano sacre
immagini e paramenti alle Compagnie più povere.
Per le Compagnie ricche come quelle di S. Giovanni Battista e
della Madonna della Croce il problema non sussisteva perché
disponevano di ricche dotazioni di paramenti e di forti somme
di denaro.
I fucecchiesi, abituati a vedere nei frati dei servi di Dio
ligi al dovere e distaccati dalle bramosie del denaro, non
riuscivano a giustificare quella strana attività venale dei
conventuali francescani.
Ripetutamente manifestarono il loro disappunto sia al Podestà
Giuseppe Maria Salvetti che al cancelliere. Entrambi, però,
fingevano di non sapere niente.
Alcuni fucecchiesi, allora, stufi di attendere qualche
salutare provvedimento podestarile, scrissero una lettera
informativa al granduca di Toscana Cosimo III°.
Irritatissimo, il granduca convocò a Firenze il vescovo di San
Miniato, monsignor Cortigiani, e gli intimò di por fine ai
mormorii della popolazione.
Il 2 agosto 1702 il vescovo di S. Miniato scrisse una lettera
all'Operaio dell'OPA che amministrava i beni della chiesa di
S. Salvatore.
Il vescovo intimò all'Operaio e, per lui, ai frati neri di non
noleggiare più paramenti alle Compagnie povere. |