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Mura castellane: smontate ed utilizzate (1567 - 1569 - 1588)

L'invenzione delle armi da fuoco aveva reso inutili mura e torri. Il loro spessore non avrebbe opposto nessuna resistenza alle cannonate.
Perché dunque tenere in vita mura castellane e torri?
I loro mattoni potevano essere recuperati e riutilizzati per altre opere edili.
Un ragionamento del genere sicuramente venne fatto dalle monache di S. Andrea (piazza dell'Ospedale) nel 1567.
Siccome dovevano costruire un granaio e una tinaia, le brave monache ingiunsero alla impresa costruttrice di prelevare tutti i mattoni necessari dal muro castellano in rovina che passava a pochi metri di distanza dal loro convento.
Il Comune di Fucecchio, di fronte ad una simile operazione, non poté impugnare nessun regolamento perché nei suoi statuti non era contemplato il reato di smantellamento delle mura castellane.
I nostri amministratori comunali chiesero l'intervento del Magistrato dei Nove di Firenze. Quando i Nove intervennero, il granaio e la tinaia delle monache di S. Andrea erano già pronti.




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